“Matera” Si decide il futuro della Cit spa

08/09/2005

      mercoledì 7 settembre 2005

      Oggi l’approvazione del bilancio civilistico e l’esame della situazione patrimoniale
      Si decide il futuro della Cit spa

      Dopo l’ok del Governo per il salvataggio

      Filippo Mele

      SCANZANO JONICO – C’è molta attesa anche nel Metapontino per la riunione odierna del Consiglio di amministrazione della Cit spa. La società, già presieduta da Gianvittorio Gandolfi, infatti, ha realizzato al Lido Torre due strutture ricettive, l’Hotel Portogreco ed il Villaggio Torre del Faro, per 1800 posti letto. C’è di più. È ancora in itinere un Contratto di programma finanziato dal Cipe per 550 miliardi di vecchie lire comprendente anche un aeroporto, Aeroporti Mediterranei, alla confluenza della Basentana con la Jonica. Ma, perchè sarebbe così importante il Cda odierno? Perchè all’ordine del giorno vi sono punti come l’approvazione del bilancio civilistico e consolidato al 31 dicembre 2004 e l’esame e l’approvazione della situazione patrimoniale aggiornata della società. Punti la cui approvazione è stata più volte rinviata.

      L’ultima, il 4 agosto scorso. Da pochi giorni si era conclusa positivamente la trattativa con il Governo per il salvataggio del gruppo. Ed il presidente del Cda, Giulio Macrì, aprì la riunione ringraziando tutti coloro che avevano reso possibile il risultato conseguito. Lo stesso Macrì comunicò che, in quella stessa giornata, erano pervenuti il piano di rilancio della holding redatto dall’advisor (consulente) del promittente azionista Benito Benedini, Livolsi & Partners, ed una comunicazione dello stesso advisor nella quale si informava che tutti gli istituti di credito avevano aderito, in attesa di formalizzazione da parte dei rispettivi organi deliberanti, alla proposta Benedini, presidente di Fondimpresa e già a capo degli industriali della Lombardia. Il «diavolo», però, come suol dirsi, ci mise lo zampino sotto forma di un’altra comunicazione, questa volta della società di revisione Reconta Ernst & Young spa, «con cui veniva anticipata», comunicò a stampa ed azionisti la Cit, «una considerazione, assolutamente nuova, circa la rappresentazione di un’operazione intervenuta il 30 settembre 2004». Una considerazione che riportava osservazioni in merito al trattamento contabile di quell’operazione che avrebbe dovuto comportare riflessi sul valore iscritto nell’attivo patrimoniale. Di fronte a questi fatti il Cda decise «di rinviare la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno alla riunione del 7 settembre, sia per esaminare il piano di rilancio Benedini, sia per consentire alle banche di formalizzare gli accordi, sia per acquisire, per estrema cautela, un parere di esperti sulle considerazioni della società di revisione».

      Cosa succederà oggi? La sensazione è che si tratti di una riunione importante anche perchè lo stesso Consiglio ha già fissato lo svolgimento dell’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti per i giorni 10 e 11 ottobre 2005 (rispettivamente in prima e seconda convocazione), riservandosi di acquisire, prima di quelle 2 date, l’impegno del promettente azionista, per quanto di sua competenza, per la buona riuscita dell’operazione. Quando finirà la telenovela del salvataggio Cit?

      Livolsi l’uomo della provvidenza?

      C’è un nome, quello di Ubaldo Livolsi, che ricorre sia nelle cronache del salvataggio di Cit spa, tramite il cavalier Benito Benedini, sia in quelle, di più ampio respiro mediatico, con corollario di intercettazioni, relative alle scalate su banche e giornali che hanno caratterizzato l’estate 2005. Un uomo, a capo della banca di affari, la Livolsi & Partners, da lui stesso creata nel 1998, assieme ad un gruppo di manager con esperienza finanziaria, considerato vicinissimo al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Tant’è che in molti hanno accostato la scalata dell’immobiliarista Stefano Ricucci alla Rcs al capo del Governo.

      Insomma, per la grande stampa nazionale, dove c’è Livolsi c’è Berlusconi. Anche se, ovviamente, sono piovute smentite. Lo stesso Benedini, del resto, è considerato molto vicino al premier anche se, sottolineano i soliti bene informati, di fede interista. Livolsi, sinora, pare non abbia fallito un colpo: gli riuscirà anche quello della Cit? ( fi.me.)