Matera. «Imprese locali danneggiate da Cit Holding»

15/03/2005

    martedì 15 marzo 2005

    Api: Crediti per un miliardo di lire

    «Imprese locali danneggiate da Cit Holding»

    MATERA – Da una parte i lavoratori, dall’altra le aziende fornitrici. Il fronte che la Cit Holding è riuscita a danneggiare, secondo la versione dell’Associazione piccole e medie industrie, è sicuramente ampio. Delle difficoltà dei dipendenti del complesso turistico jonico è costellata la cronaca degli ultimi mesi, ma non meno grave è la crisi delle imprese locali che vantano crediti per oltre un miliardo di lire dalla Engeco spa, la società del gruppo Cit Holding che ha costruito a Scanzano i villaggi Porto Greco e Torre del Faro. I problemi di liquidità della holding e il conseguente stato di insolvenza del gruppo, segnala l’Api, «stanno mettendo in ginocchio le aziende creditrici, la cui solidità economica e finanziaria è messa a dura prova per ingenti somme attese da ben due anni e su cui, peraltro, sono ovviamente state pagate le tasse: al danno cioè si aggiunge la beffa». Sulla vicenda l’Api ha più volte interessato il prefetto e il sindaco di Scanzano perché si facessero carico anche delle piccole imprese locali che hanno eseguito i lavori ed effettuato forniture per la realizzazione dei due villaggi turistici.

    Tuttavia, nonostante le rassicurazioni fornite, il problema è lontano dalla soluzione. «Neanche il piano nazionale di salvataggio, predisposto da Livolsi & Partners sotto l’egida del Governo, che prevede l’erogazione di un prestito-ponte di 14 milioni di euro da parte di una cordata di banche – rileva l’Api – è stato sufficiente per azzerare il debito, almeno nei confronti delle imprese lucane». Per il direttore dell’associazione imprenditoriale, Franco Stella, «sono state disattese le aspettative delle aziende locali che hanno un credito di oltre un miliardo di vecchie lire e che occupano un centinaio di dipendenti, molti dei quali adesso temono ripercussioni sul loro futuro lavorativo. Non è questo il modo di fare turismo, non è possibile fare investimenti con finanziamenti pubblici senza alcun ritorno sul territorio, anzi creando seri danni all’economia sana locale. È necessario che tutti prendano coscienza di questa situazione che impoverisce un territorio già alle prese con mille difficoltà. Quello dei grandi gruppi che vengono in Basilicata sbandierando promesse di crescita economica ed occupazionale e che, invece, lasciano solo lacrime e sangue, è un film già visto troppo volte da queste parti».