Match Confindustria-governo sui contratti

07/05/2001
La Stampa web


 




Lunedì 7 Maggio 2001

Il ministro Salvi replica: non possiamo non interessarci di come vanno i salari
Match Confindustria-governo sui contratti
Guidi: non accetteremo diktat

ROMA

Confindustria torna all’attacco del governo, e lancia un guanto di sfida a chiunque occuperà la poltronissima di Palazzo Chigi dopo le elezioni: «Nessun governo – minaccia Guidalberto Guidi, responsabile delle relazioni industriali di Confindustria – potrà mai permettersi di dirci come chiudere un contratto». E all’offensiva risponde per le rime il ministro del Lavoro Cesare Salvi.
Il botta e risposta domenicale avviene a distanza, attraverso interviste dell’agenzia «Kronos». Guidi, a nome di Confindustria, insiste nel respingere ogni «diktat» di tipo politico sui rinnovi, anche perché, spiega, «non esiste alcuna "stagione contrattuale" prestabilita: è da gennaio 2000 che si fanno rinnovi, in sedici mesi si sono chiusi circa 32 contratti. Quanto ai metalmeccanici, da imprenditore del settore da trentacinque anni non ricordo rinnovi che si siano realizzati in tempi brevi: ora siamo a quattro mesi di trattativa, non mi pare un periodo così lungo da giustificare allarmi tipo "guerra Cina-Usa". Direi che siamo nell’assoluta normalità».
Intanto, però, il 18 maggio i metalmeccanici scendono in piazza. La Confindustria non teme che il prossimo governo, soprattutto se dovesse trattarsi di un governo di centrodestra, prema per accelerare la chiusura dei contratti allo scopo di garantirsi la pace sociale? Risponde Guidi: «Il governo, anche quello che verrà dopo il 13 maggio, può al massimo occuparsi dei contratti pubblici. Noi non accetteremo mai condizionamenti da parte di un esecutivo. I contratti si chiuderanno solo quando la soluzione sarà compatibile con le esigenze di competitività delle imprese». A una convocazione di palazzo Chigi, «come sempre», Confindustria risponderà; «ma nessuno – ribadisce Guidi – potrà dirci come chiudere un contratto. Forse in passato è accaduto, ma oggi, nel 2001, escludo che possa essere accettabile qualunque tipo di interferenza con una materia che attiene esclusivamente alle parti sociali». Ma perché, se tutto rientra nella "fisiologia contrattuale", tanto allarme? Per Guidi «c’è in giro una esasperata sensibilità». E per l’esponente di Confindustria non c’è alcuna «guerra» in corso tra Viale dell’Astronomia e la Cgil: «abbiamo fatto di tutto per riportare la Cgil al tavolo dei contratti a termine – dice – noi ci teniamo ad avere il più alto consenso possibile, e non abbiamo tralasciato nessun metodo per avere anche il sì della Cgil. Ora, però, il discorso è chiuso».
«Immaginare che il governo debba disinteressarsi dell’andamento dei salari è davvero una singolare pretesa, dal momento che diversi milioni di lavoratori sono in attesa dei rinnovi contrattuali bloccati dalla Confindustria». Così il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, replica alle dichiarazioni della Confindustria che invita l’esecutivo a non occuparsi delle questioni contrattuali. Salvi sottolinea che «l’attacco di Confindustria ai sacrosanti aumenti che il governo ha dato ai dipendenti della sanità conferma l’intenzione dell’attuale gruppo dirigente di Confindustria di rimettere in discussione il principio che è alla base dell’accordo di luglio 1993, quello che garantisce il potere d’acquisto dei lavoratori».
E su un altro versante – quello del costo sborsato dallo Stato per il contratto della sanità – replica alle critiche di Confindustria il ministro della Sanità Umberto Veronesi. Per contenere i costi della sanità non servono «piccoli risparmi». «Il problema dei costi della sanità è presente in tutti i paesi del mondo occidentale. E per quanto riguarda l’Italia – dice Veronesi – credo che abbiamo bisogno di ristrutturare il sistema con un intervento molto profondo che riguarda non tanto i piccoli risparmi, tipo ticket da mettere o meno. Occorre quindi riconsiderare la rete ospedaliera che va dimezzata. Bisogna rendere più efficiente il servizio, ridurre i tempi di degenza negli ospedali della metà. È un intervento importante che impiegherà qualche anno».
Copyright ©2001 Scrivi alla Redazione Credits Publikompass