Massa. Negozi aperti 36 domeniche

08/11/2005

    martedì 8 novembre 2005

      Pagina V – Massa

      l’accordo sindacati, categorie e consumatori

        Negozi aperti 36 domeniche
        Comune, sindacati e associazioni di categoria hanno deciso di limitare a 36 domeniche in un anno la facoltà di aprire i negozi

          Rivoluzione nel commercio
          Patto Comune-associazioni

            di Angela M. Fruzzetti

            MASSA — Comune turistico addio, almeno sul piano commerciale. E’ stato siglato un accordo con le associazioni di categoria, associazioni consumatori e sindacati per stilare, in tempi rapidi, una nuova programmazione circa le aperture domenicali degli esercizi commerciali per l’anno 2006. Un buon risultato, ha sottolineato l’assessore alle politiche per l’impresa Fabrizio Brizzi, che ha come chiave di lettura l’auspicio di una positiva continuità per gli anni a venire. Tutto parte dalla legge regionale del Testo Unico che spinge a trovare un accordo nei comuni da tradursi in strategie di zona.

            «Per il nostro Comune — ha sottolineato — è un traguardo raggiunto in tempi rapidissimi. Siamo infatti tra i primi in Toscana. Superato dunque il comune turistico, che dava a chiunque la possibilità di agire secondo le proprie scelte, siamo andati ad una definizione programmata delle aperture domenicali, che riguardano centri commerciali e negozi di vicinato. E’ un primo passo verso l’attuazione della legge del commercio e abbiamo riscontrato una buona disponibilità sia nelle associazioni di categoria e consumatori che nei sindacati tutti. Da 52, siamo passati a 36 domeniche di apertura, suddivise per stagionalità: estiva che comprende lo spazio di tempo tra la prima domenica di maggio e metà settembre, invernale che va dall’ultima domenica di novembre all’ultima di dicembre. Restano 8 domeniche in deroga — aggiunge — di cui tre distribuite nel mese di gennaio in occasione dell’Epifania e dei saldi, mentre le altre spendibili nelle aperture della seconda domenica del mese». L’assessore Brizzi è soddisfatto per la sinergia di lavoro ottenuta da tutte le parti interessate. Anche i centri commerciali naturali che si sono costituiti a Massa ("Vivi Città") e a Marina ("A spasso per la costa") hanno avuto un importante ruolo nella condivisione del percorso, in quanto danno voce alle esigenze dei piccoli negozi di vicinato del territorio. Certo è che per chi difende il diritto del riposo settimanale come momento inderogabile per i lavoratori, 36 domeniche di apertura sono ancora tante.

            «Questo accordo è un passo importante — ha commentato Maura Antonioli della Filcams Cgil — . Pur comprendendo le esigenze del commercio, è fondamentale andare verso una riduzione delle aperture domenicali ricordando agli addetti che comunque, lavorare di domenica non è assolutamente un obbligo, a meno che non vi sia un contratto part-time che lo include. Nella grande distribuzione è più facile tutelare i diritti dei lavoratori, in quanto si applica il contratto nazionale. L’idea è quella di applicare un contratto di lavoro di secondo livello che difenda i diritti anche di chi opera nei negozi minori».

            Insomma, per il 2006 il dado è tratto: resteranno chiusi i giorni del 1 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, Natale, Santo Stefano, Pasqua. La volontà dei presenti è quella di fare di Massa il comune capofila del percorso, condividendo con i comuni limitrofi la programmazione e quindi fare sistema, al fine di evitare disparità. In linea con il nuovo piano del Commercio si sono pronunciati Umberto Sarto di Confcommercio il quale auspica la continuità del percorso iniziato, applicando i diversi piani di attuazione, Paolo Arpagaus per il Ccn Vivicittà che ha puntato sulla linea dei due centri, in grado di amplificare il valore e l’offerta del territorio sia sotto l’aspetto sociale che economico. Sono intervenuti anche Sparavelli della Federconsumatori e Boccardi di Confcommercio.