Massa. «Il contratto collettivo…Chi l’ha visto?»

04/11/2002

1 novembre 2002

MASSA — «Il contratto collettivo…Chi l’ha visto?»

MASSA — «Il contratto collettivo nazionale di lavoro… Chi l’ha visto?». Se lo chiedono i sindacati, ma soprattutto i lavoratori della cooperativa «Sao» che da ieri sono scesi sul piede di guerra per rivendicare i loro diritti, mettendo in atto l’astensione dal lavoro. Cooperativa che a sede a Firenze, ma che opera anche sul nostro territorio, ovvero all’interno dello stabilimento «Nuovo Pignone» di Massa e nella sede di Avenza. Complessivamente conta 170 soci lavoratori e a Massa, dove è nata nel giugno 2000, lavorano 23 unità. Le maestranze, lo dicevamo, da tempo protestano perchè vedono calpestati i loro diritti senza però ottenere nulla: diritti previsti dal contratto di lavoro, dalla recente legge 142 sul socio-lavoratore e anche da quella che dovrebbe essere la «coscienza» del datore di lavoro. Una coscienza che in questo caso sembra non «materializzarsi» affatto. Da qui lo sciopero di quattro ore decretato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, messo in atto nella giornata di ieri al quale hanno aderito, in segno di solidarietà, anche i lavoratori del Nuovo Pignone e delle ditte connesse. Ma andiamo con ordine. Premesso che i lavoratori della Sao all’interno del Pignone svolgono servizi legati alla gestione delle commese per l’ingresso dei materiali, all’inserimento dati, alla portineria, alla riproduzione di disegni, c’è anche da dire che non godono di alcun diritto. Niente tfr (trattamento di fine rapporto), niente ferie, tredicesima, permessi retribuiti e festività e nessun riconoscimento per i periodi di malattia. Come se ciò non bastasse, la retribuzione non è sicuramente quella prevista dal contratto. La responsabile provinciale Filcams-Cgil, Maura Antonioli, che insieme ai colleghi di Cisl e Uil ha sostenuto la protesta dei lavoratori, ha spiegato l’ennesima drammatica situazione lavorativa di nostri concittadini… alla faccia dell’occupazione di qualità. «Ci rifiutiamo di tollerare ulteriormente questa situazione — ha dichiarato Antonioli — e per questo, recentemente, abbiamo anche inviato una lettera al Nuovo Pignone con la richiesta di un incontro al centro del quale vi erano i diritti calpestati dei lavoratori della coop. Non ci hanno neppure risposto. Tornando alla protesta messa in atto ieri, poi, devo dire che è stata esercitata presione sulla Rsu affinchè non aderisse allo sciopero. Quanto alla coop Soa, invece, ho saputo che due sere fa sono state inviate telefonate alle maestranze da parte del suo titolare, con lo scopo di dissuaderli dallo sciopero… pena il licenziamento. Un ricatto che non solo non accettiamo, ma che potrebbe essere anche oggetto di denuncia da parte del sindacato. Come se non bastasse, lo stesso titolare della coop si è portato dei lavoratori da Firenze a copertura dei vuoti lasciati da coloro che, invece, giustamente hanno incrociato le braccia».

di Simonetta Tonarelli