Marzo scalda i consumi

26/05/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Istat: le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,6%, il miglior dato dal settembre dell’anno scorso

    Marzo scalda i consumi
    Nell’alimentare l’aumento più rilevante (+3,6%) – Corrono i supermercati (+8,2%)
    Elio Pagnotta
    ROMA. Ancora un altro piccolo passo avanti per le vendite al dettaglio. In marzo, infatti, la crescita ha raggiunto il 2,6%, il miglior risultato dal settembre dell’anno passato. Un risultato che conferma la blanda tendenza all’accelerazione dei consumi, che però negli ultimi due mesi si sono trovati sotto il fuoco di fila di un’inflazione nuovamente surriscaldata dal caro benzina. Proprio per effetto della fiammata inflazionistica di questo primo scorcio dell’anno, in termini reali l’aumento si trasforma ancora in diminuzione, anche se l’intensità del calo si va progressivamente riducendo.
    Ma di certo non basta questo a ridare vigore alla nostra economia, che oltre che con la moderata dinamica dei consumi deve anche fare i conti con un evidente "affaticamento" delle esportazioni.
    Per l’Azienda Italia dunque la debolezza della domanda interna potrebbe rappresentare un nuovo ostacolo sulla via della ripresa e un aumento del Pil pari al 2,5%, come indicano le previsioni ufficiali (ma le stime dell’Ocse e dell’Fmi sono più severe), potrebbe rivelarsi irraggiungibile.
    Secondo quanto ha comunicato ieri l’Istat, infatti, in marzo il valore corrente delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2000 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 109,9). Il divario tra andamento delle vendite e dinamica dei prezzi, che sempre nel marzo 2001 sono saliti del 2,8% annuo (per poi toccare il 3% in maggio), si va quindi attenuando e colpisce solamente i settori non food, dove le vendite sono aumentate del 2% in tutto.
    Una situazione un po’ migliore si è invece registrata nel settore alimentare, dove il valore delle vendite è salito del 3,7 per cento. Insomma, sembra che i consumatori in marzo abbiano puntato sui prodotti "di base", preferendo rimandare a tempi migliori gli acquisti più impegnativi.
    C’è ancora una volta da sottolineare che l’espansione delle vendite al dettaglio si attenua passando dal Nord al Sud. L’aumento infatti è risultato un po’ più vivace nelle regioni settentrionali (+2,8%), per ridursi progressivamente in quelle centrali (+2,4%) e in quelle meridionali (+2,3%).
    Sempre nel marzo 2001, il gruppo caratterizzato dall’aumento tendenziale più elevato è stato quello dei prodotti farmaceutici (+5%), seguito da alimentari (+3,7%), profumeria (+2,7%) e fotocine (+2,5%). Quasi ferme le vendite di mobili, articoli tessili e di arredamento (+0,4%).
    L’andamento delle vendite intanto continua a sfavorire gli esercizi più piccoli. La crescita delle imprese "minime" (fino a 2 addetti) non va infatti oltre un marginale +0,9%. Vanno meglio le aziende di medie dimensioni (da 3 a 5 addetti), che beneficiano di un incremento del 2,7%. Per le grandi aziende, quelle con almeno 20 addetti, la crescita si alza al 4,8 per cento.
    Da segnalare per quanto riguarda la grande distribuzione, capace di una crescita del 6,2%, che sono le vendite dei supermercati a salire più in fretta (+8%). Ottimi affari anche per hard discount (+6,6%) ed esercizi specializzati (+5,5%). Un po’ in ombra gli ipermercati (+3,6%).
    Abbastanza deludente anche il bilancio delle vendite nei primi tre mesi del 2001, con un aumento del 2,3 per cento.
    Sabato 26 Maggio 2001
 
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