Marzano promosso al vertice Cnel

25/07/2005
    sabato 23 luglio 2005

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      Marzano ministro scaricato,
      promosso al vertice Cnel

        Il governo lo nomina al posto di Larizza. La Uil: inqualificabile atto di arroganza. La Cgil: un altro conflitto d’interessi

          Silvio Berlusconi, si sa, non scarica mai gli amici in disgrazia: se ad uno deve togliere una poltrona da ministro per manifesto scarso talento, l’interessato viene poi risarcito con incarico di prestigio ma in posizione più defilata. Così Antonio Marzano ieri si è guadagnato la presidenza del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro.

            Dopo essere stato estromesso dall’esecutivo in occasione della crisi di governo della scorsa primavera (il dicastero delle Attività produttive è stato assegnato a Claudio Scajola), Marzano passò alla guida della Commissione Finanze alla Camera. Ma la tessera numero 9 di Forza Italia, nonchè l’impegno alla prima elaborazione della politica economica del partito per cui rifiutò la designazione a ministro dei Trasporti del governo tecnico di Lamberto Dini, valgono ben più di una commissione parlamentare. Ieri, finalmente, il riconoscimento di tanta devozione: Antonio Marzano sostituirà Pietro Larizza, ex segretario generale della Uil alla guida del Cnel dal giugno del 2000 (primo presidente sindacalista e primo presidente non riconfermato nella storia dell’istituzione).

              Durissima la reazione dei sindacati, prima fra tutti la Uil che ha definito la nomina «un inqualificabile atto di arroganza, che conferma l’ostilità di questo esecutivo verso il mondo del lavoro dipendente ed i suoi rappresentanti». Secondo la Uil, infatti «l’aver voluto lottizzare politicamente anche l’istituzione che per eccellenza rappresenta la sede di incontro e confronto delle parti sociali, testimonia l’arroganza di un governo che invece di risolvere i problemi del Paese, sta consumando i suoi ultimi atti occupando tutte le postazioni istituzionali possibili prima di avere tanti disoccupati».

                Se Berlusconi non manifesta troppo interesse al mantenimento dell’occupazione nell’economia nazionale, certamente ha a cuore quella degli spazi politici ancora disponibili: «Così anche il Cnel si andrà ad aggiungere alle tante istituzioni occupate e rese inutili forse nella speranza di poterle cartolarizzare. La Uil non si rassegnerà ad assistere ancora, per un anno, a tanta presuntuosa autosufficienza e si augura che tale deriva si blocchi andando al più presto alle elezioni».

                  Sugli stessi toni anche la Cgil, che lamenta l’ennesimo conflitto di interessi e la riproposizione della lottizzazione per nascondere i fallimenti dell’esecutivo: «Con l’elezione di Antonio Marzano – afferma Marigia Maulucci, segretaria confederale – il governo consuma contemporaneamente due atti gravissimi. Aver indicato come presidente un ex ministro del governo, allontanato dallo stesso senza nessun rimpianto, denota sottovalutazione delle prerogative costituzionali del Cnel, ricorrendo di nuovo in un vistoso conflitto di interessi». Ma la Cgil rileva anche «il tentativo di esautorare ancora una volta il ruolo della rappresentanza sociale e in particolare di quella del mondo del lavoro. I pronunciamenti che il Cnel in questi anni ha adottato hanno sempre fatto riferimento, e non a caso, all’importante ruolo della concertazione nell’assunzione di scelte strategiche quali la politica economica del governo. È evidente che questo esecutivo tenta di nascondere i propri fallimenti attraverso consolidate pratiche di lottizzazione in una sempre più diffusa e massiccia occupazione di posizioni di potere».

                l.v.