Marzano: polizze anche per i disoccupati

12/07/2002





Del 12/7/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
Marzano: polizze anche per i disoccupati
Le nuove mutue sanitarie private al centro di forti polemiche

ROMA
Prima l´annuncio dello sviluppo di mutue private. Ora la sollecitazione alle compagnie di assicurazione ad espandersi per la tutela della salute. La questione sanità concentra l´attenzione del governo con effetti anche dirompenti: contro le mutue private si scatenano l´opposizione di centrosinistra, sindacati e associazioni di categoria. L´idea di dar vita alle mutue per frenare la spesa sanitaria è contenuta nel Documento di programmazione economico finanziaria presentato dal governo in Parlamento. Il progetto sarebbe avviato sperimentalmente per anziani non autosufficienti e disabili. «La finanza pubblica non ha risorse sufficienti per colmare il divario tra la domanda e la risposta» dice il ministro della Salute Girolamo Sirchia. Ma il sottosegretario Cesare Cursi invita a «procedere con grande cautela». Ascoltato dalle commissioni Bilancio della Camera e del Senato il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ritiene «opportuno che le imprese di assicurazione sviluppino la presenza in settori connotati da una forte valenza sociale, in una funzione integrativa o suppletiva degli interventi delle pubbliche autorità». Secondo Marzano «dovrebbero essere migliorati i prodotti assicurativi in grado di garantire rischi connessi alla perdita di impiego». Ed è giusto incentivare le polizze per l´assistenza a lungo termine, «sia per fornire indispensabili strumenti sanitari e assistenza agli anziani di fronte all’allungamento delle attese di vita, sia per integrare le prestazioni pubbliche». Ma il leader della Margherita, Francesco Rutelli, che pronuncia una bocciatura totale» del Dpef, accusa il governo di voler «smantellare il servizio sanitario pubblico nazionale» con l´annunciata creazione delle mutue. E con una relazione alla direzione, il responsabile economico della Margherita Enrico Letta contesta punto per punto il Dpef giudicato un «ritorno al passato fra misure una tantum e dirigismo». Per la sanità Letta parla di «grande colpo sferrato» con la futura legge finanziaria. Poi imputa al governo di aver formulato con il precedente Dpef previsioni «tutte sbagliate». Per il capogruppo alla Camera dei comunisti italiani Marco Rizzo «chi non potrà pagare le cure con la carta di credito dovrà subire l´umiliazione di un´assistenza caritatevole di serie B». No secco «a qualsiasi forma sostitutiva» del servizio sanitario pubblico viene dal segretario Cisl Savino Pezzotta. Più in generale, secondo Pezzotta, il problema del deficit pubblico non va affrontato «solo con la ricetta dei tagli». Ancora più aspro il commento del leader della Cgil, Sergio Cofferati, che prevede «effetti particolarmente pesanti» dall´introduzione delle mutue private «sulla parte più debole della popolazione». Critiche anche da parte dei segretari della Federazione dei medici di famiglia Mario Falconi (si torna «indietro di decenni» con misure «a vantaggio di pochi») e dell´Associazione medici dirigenti Serafino Zucchelli (non è giusto «sperimentare su anziani e malati cronici»). Il presidente della Confindustria Antonio D´Amato dice invece di voler veder «più nel dettaglio» le misure previste per la sanità. E aggiunge: «Credo che la dinamica della spesa sanitaria sia uno dei grandi processi di accelerazione della spesa pubblica». Il leader degli imprenditori invia anche un messaggio alla Cgil: «Non giova a nessuno minacciare autunni caldi»: D´Amato teme che la Cgil voglia scatenare «una nuova ondata rivendicativa» e imputa alla Fiom di cercare «lo spunto per nuove rivendicazioni che metteranno in difficoltà l´economia». Il segretario aggiunto della Uil Adriano Musi giudica «semplicemente incredibile» il tasso di inflazione programmata fissato per il 2003 pari all´1,4%: «Non si illuda la Federmeccanica che quel tasso possa rappresentare il punto di riferimento per i prossimi rinnovi contrattuali di categoria». E Cofferati, intanto, avverte che di fronte all´eventuale mancanza nella legge finanziaria dei fondi per applicare l´accordo per i nuovi contratti pubblici «i firmatari di quell´accordo reagiranno». Accordo che sembra già leso al leader della Cgil: «Non mi pare che il governo abbia indicato le risorse per i rinnovi dei contratti pubblici».

r.ipp.