Marzano: «Nel turismo standard più omogenei»

30/09/2002



            28 settembre 2002

            ITALIA-ECONOMIA


            Marzano: «Nel turismo standard più omogenei»
            Martino Cavalli


            (DAL NOSTRO INVIATO)
            LAMEZIA – Il turismo italiano cerca la rotta giusta, navigando un po’ a fatica tra difficoltà congiunturali e riassetti istituzionali. È stato questo il leit motiv della prima giornata di lavoro, ieri a Lamezia Terme, in occasione della Conferenza nazionale del settore. «Le competenze sul turismo sono ormai delle Regioni ma questo non significa che non si debba cercare in maniera unitaria quegli aspetti in cui l’intervento del Governo serve a fissare standard generali», ha detto il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano. Standard omogenei, ha precisato, significa una definizione comune di impresa e anche livelli omogenei di qualità, sempre salvaguardando le priorità locali. Priorità locali, come sempre, molto diverse a seconda dell’area di riferimento. «Nel Mezzogiorno il turismo è momento importante dello sviluppo, ma non incide sul Pil in modo significativo. In realtà, nel sistema Italia, il Sud continua ad essere marginale, com’è marginale la Calabria», ha infatti ricordato il sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati. Quanto agli imprenditori, l’attenzione di Giancarlo Abete, presidente di Federturismo (Confindustria) si è focalizzata sulla necessità di fare sistema per valorizzare l’offerta, in particolare del Mezzogiorno, con una cabina di regia e l’attivazione di distretti turistici locali». Per Abete, «Stato, Regioni, enti locali e imprese devono operare, nei rispettivi ruoli, per portare il turismo al centro delle politiche comunitarie con la guida del semestre italiano dell’Ue nell’autunno del 2003. È una sfida – ha aggiunto – che dobbiamo vincere in Europa, per aiutare il Continente a vincere in competitività con altre aree extraeuropee». Bernabò Bocca, presidente di Confturismo (Confcommercio), ha sottolineato con soddisfazione che si è evitato il muro contro muro istituzionale. «Sono felice di constatare – ha detto Bocca – che le Regioni non si mettono di traverso, anzi, intendono collaborare perchè si crei all’interno delle politiche regionali una forma di coordinamento che, insieme all’attività del ministero, diventi un punto di riferimento per il mondo delle imprese». Qui «sono presenti soggetti tutti in grado di fare la loro parte per il futuro del turismo italiano. Il governo centrale attraverso la Finanziaria – ha ricordato – può dimostrare il suo interesse per il comparto con provvedimenti come la deducibilità dell’Iva sui congressi». Le Region «debbono dare attuazione alla legge quadro attraverso i sistemi turistici locali». Dal canto nostro, come imprenditori «c’è l’impegno per una continua riqualificazione e ammodernamento delle nostre strutture per accogliere sempre più un turismo di qualità». Ma a Lamezia si è parlato anche di congiuntura. Nel periodo giugno-agosto i ricavi sono scesi dell’1,1% rispetto al 2001, a causa soprattutto degli stranieri (-2,9% il fatturato da presenze dall’estero), mentre più contenute sono le flessioni del fatturato da presenze italiane (-0,9%). Sotto il profilo delle presenze la flessione è dello 0,2%, ma registra un -0,8% sul fronte degli stranieri e un +0,2% su quello degli italiani. «I contraccolpi subiti dall’Italia – ha affermato Amedeo Ottaviani, presidente dell’Enit – si sono fatti sentire nelle nostre città d’arte. La situazione non è stata rosea neanche sul mercato giapponese che ha fatto registrare un -25% in termini di entrate valutarie». «Se l’estate del 2002 è la peggiore degli ultimi dieci anni, le preoccupazioni per il 2003 sono forti», ha chiosato il presidente di Assoturismo (Confesercenti), Gaetano Orrico.