Martino: spero che la sinistra eviti la trappola

11/02/2002
La Stampa web







(Del 11/2/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
Martino: spero che la sinistra eviti la trappola

ROMA

La strategia � quella di isolare (ancora di pi�) la Cgil dal resto del sindacato: troppo duro Cofferati, e quindi spazio a Cisl e Uil, che non sono accomodanti sulla questione dell�articolo 18, ma una via di dialogo sembrano comunque volerla mantenere. Ieri, uomini del governo e della maggioranza, hanno tutti mandato segnali in questo senso: Martino, Alemanno, Sacconi. �Mi auguro – scrive stamani in un commento su la Sicilia il ministro Antonio Martino – che le Sinistre, nell’interesse loro e nostro, non cadano nella trappola di Cofferati, n� accettandone l’impostazione, n� cercando di conciliarla con quella opposta. In entrambi i casi, infatti, priverebbero l’Italia di un’opposizione efficace, credibile, che costituisce l’ essenza vera della democrazia�. Via dunque da Cofferati, per privilegiare invece un confronto con chi ci voglia stare: �Le coraggiose prese di posizione di Cisl e Uil che sfuggono ai ricatti morali dell’unanimismo sindacale rappresentano un messaggio chiarissimo al governo di centro-destra – ha detto il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno – � un’occasione irripetibile per riformare le regole del mondo del lavoro italiano senza creare fratture sociali�. Anche il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, che gi� critic� aspramente la relazione di Cofferati a Rimini, conferma le sue perplessit� sulla Cgil, ma non intende per questo chiudere una via di confronto agli altri: �Che si chiami concertazione o dialogo sociale – ha detto parlando nel trevigiano – il Paese deve proseguire il suo percorso di riforma, ma la Cgil dice "niet" ad un sacco di cose�. Ma se il pomo della discordia � l�articolo 18, al punto che nessun segretario dei sindacati confederali � disposto neppure a discutere una sua eventuale abolizione, non si capisce su quali basi il governo possa dialogare con Cisl e Uil mantenendo ferme le sue posizioni. Il segretario della Cisl Savino Pezzotta, per esempio, ha parlato allo stesso incontro a cui partecipava Sacconi, ma non ha ceduto minimamente sulla questione dei licenziamenti per giusta causa: �Non si pu� togliere la tutela a chi � stato ingiustamente licenziato – ha sostenuto -. Io vengo dai tessili e so bene come si fanno i licenziamenti: se riconosciamo che una persona � stata licenziata ingiustamente, deve essere reintegrata nel posto di lavoro�. Ci� detto, Pezzotta ha convenuto per� con Sacconi sulla necessit� che il dialogo riprenda, beninteso su altre questioni di politica sociale. Cgil da una parte, quindi, su una linea dura e di scontro, e Cisl e Uil dall�altra, a confrontarsi col governo. Una posizione assai pericolosa secondo l�opposizione parlamentare, perch� �il sindacato deve essere unito – secondo Enrico Letta, esponente della Margherita ed ex ministro -. Deve difendere gli interessi dei lavoratori in un confronto con il governo su temi molto delicati, e deve usare gli strumenti migliori. Ma soprattutto, il sindacato deve essere unito altrimenti perder� comunque la sua partita con il governo. In questo quadro io credo che lo sciopero generale sul tema dell’articolo 18 sia assolutamente legittimo e possibile�. Non bisogna perci� fidarsi di chi vuole dividere le forze del lavoro, mette in guardia Francesco Rutelli: �Oggi il governo, nel voler rendere pi� facili i licenziamenti, pensa ad una procedura politica e simbolica che dice: "i sindacati contino di meno", se non addirittura "i sindacati non contino pi�"�.

r. mas.




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