Martedì si decide futuro Cit

11/10/2004



          Mercati e Finanza
          Numero
          242, pag. 9
          del 9/10/2004
          Autore:
          di Giorgio Bertoni

          Gianvittorio Gandolfi annuncia: non parteciperò all’aumento di capitale
          Martedì si decide futuro Cit
          Valutazione del piano preparato dagli advisor
          Gianvittorio Gandolfi, azionista di riferimento di Cit, la Compagnia italiana turismo, è sceso di nuovo in campo in un momento finanziariamente delicatissimo per il gruppo. Lo ha fatto, per la verità, in modo un po’ anomalo, rivendicando il suo ruolo di imprenditore, che difende azienda e progetto industriale, realizzato dall’acquisizione della società, nel ’98, dalle Fs; ma, nel contempo, annunciando che non parteciperà all’aumento di capitale, deliberato dall’assemblea il 31 agosto scorso, per assoluta mancanza di liquidità. Lo stesso Gandolfi ha infatti ribadito di aver ceduto in garanzia il suo pacchetto azionario (39,8%) alle banche, per veder garantiti i flussi di cassa, ancorché modesti. Alcuni degli altri soci (nell’azionariato figurano i francesi di Accor con il 10%, Banca Intesa con il 5%, fondi di investimento) avrebbero invece già aderito.

          Non sono mesi facili per Gandolfi, stretto tra la crisi generale del turismo, e quindi dell’incoming, e la specifica crisi societaria che ha portato il gruppo a una radicale ristrutturazione (l’attuale posizione finanziaria, pur in miglioramento, è negativa per 45 milioni di euro, alcuni grandi clienti hanno ridimensionato il rapporto con il gruppo, come Iata, i servizi parlamentari di biglietteria ecc.); ora Cit si è affidata all’advisor Livolsi & partners (Aldo Livolsi è stato anche presidente del gruppo in un recente passato), alla ricerca di partner industriali per salvaguardare il gruppo. In agosto, infine, la richiesta della costituzione di un tavolo tecnico inoltrata al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e al ministero delle attività produttive Antonio Marzano. Da una prima riunione tecnica, il 31 agosto, è scaturito il mandato conferito da Sviluppo Italia ai suoi advisor Deloitte e Bain di predisporre un piano industriale e una radiografia economica del gruppo. Una risposta ci sarà martedì. All’incontro non parteciperà, perché non invitato, Gandolfi; questi ha spiegato che è nelle cose la sua non convocazione; ma è auspicabile che i successivi incontri siano allargati non solo all’attuale management ma anche a sindacati, associazioni di categoria e governo. ´Perché’, ha sostenuto il patron di Cit, ´il salvataggio del gruppo e del progetto industriale non deve e non può essere un aiuto di stato a un’azienda in crisi, ma un sostegno a una realtà imprenditoriale unica nel suo ruolo di incoming, di radicamento all’estero, di creazione occupazionale in Italia’. Non va dimenticato che il gruppo Cit occupa circa 2.500 persone in Italia e nel mondo, 1.300 solo nei villaggi turistici del Sud, con un indotto di non meno di 6 mila posti di lavoro. Gandolfi ha anche affermato che potrebbe realizzarsi l’ipotesi, illustrata a Marzano, che il Cipe riallochi a sostegno del salvataggio lo stanziamento di 22,48 milioni già destinato a Cit come contributo alla costruzione dell’aeroporto di Pisticci, in Basilicata. In questo complesso scenario si inseriscono gli istituti di credito; tuttavia questi non avrebbero intenzione di svolgere un ruolo attivo; di fatto starebbero alla finestra, in attesa di capire cosa fare delle azioni Cit in portafoglio. Tutto, dunque, è nelle mani degli advisor e di Sviluppo Italia. La sensazione è tuttavia che Gandolfi abbia voluto lanciare una sorta di messaggio alle istituzioni pubbliche, che si potrebbe riassumere così: il progetto industriale di Cit è valido, contribuisce ai flussi turistici in entrata, sviluppa progetti integrati e condivisi nel Mezzogiorno, crea occupazione. Questo progetto va sostenuto e non stravolto. Un comprensibile sfogo in difesa di una ´creatura’, la Cit, in cui Gandolfi continua a credere con ardore. Basterà tutto questo a convincere Sviluppo Italia e le banche? La risposta si avrà martedì. (riproduzione riservata)