Martedì il tavolo sulle pensioni

22/12/2003


SABATO 20 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 35 – Economia
 
 
Maroni invita Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi. Alemanno: poca collegialità nell´esecutivo, serve la verifica
Martedì il tavolo sulle pensioni

I sindacati: proposte già fatte, la parola tocca al governo
          Pezzotta: "Vorremmo avere risposte" Angeletti:"Spieghe-remo punto per punto"
          LUISA GRION


          ROMA – La convocazione è arrivata, ma i nodi da trattare sembrano più intricati che mai. L´incontro fra governo e sindacati sulle pensioni si terrà martedì 23 dicembre, lo hanno confermato ieri le due parti che andranno al tavolo delle trattative. Ma definita la data del vertice sono subito iniziate le schermaglie. Il ministro Maroni dice di aver convocato Cgil, Cisl e Uil «per consentire loro di esporre un´eventuale proposta sulla riforma previdenziale». I sindacati fanno notare che le loro proposte sono tante e già note da un pezzo, e che quindi – ora – si punta al confronto vero.
          Savino Pezzotta, leader della Cisl, è esplicito: «L´incontro di martedì sarà un momento di confronto e comparazione delle posizioni diverse che esistono fra governo e sindacato. Di proposte ne abbiamo fatte tante, ora vorremmo avere delle risposte. Il governo è disposto o no ad armonizzare i contributi e non fare la decontribuzione? Noi potremmo pure essere disposti ad orientare i lavoratori verso i fondi pensioni, ma non accettiamo il principio della obbligatorietà. Dopo quello che si è visto nel caso Parmalat sarà ancora più difficile spingere qualcuno verso fondi previdenziali privi di garanzia».
          Stessa linea per la Uil di Angeletti che sottolinea come il sindacato abbia «convenuto di fare un confronto sul sistema»: «Ancora ci si chiede se abbiamo una proposta unitaria? Ma noi andremo al tavolo delle trattative spiegando punto per punto la nostre idee sulla riforma delle pensioni». La Cgil di Gugliemo Epifani vuole prima di tutto controllare se si sono margini per una trattativa. «Non abbiamo nessuna proposta. Andremo all´incontro per illustrare a Maroni le nostre posizioni, a vedere se ci sono le condizioni per un confronto vero – ha detto – Non si capisce bene se il governo è intenzionato davvero: se lo è deve fare degli atti conseguenti, altrimenti è tutto un modo per prendere tempo». Ancora più esplicita Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil :«Abbiamo già chiarito che un emendamento all´emendamento del governo non ci interessa e che vorremmo fare qualcosa di diverso: un confronto per tentare di capirci, a partire dai conti previdenziali».
          Dunque tutto è da vedere anche se dal fronte governativo ieri è arrivato uno spiraglio. Gianni Alemanno, ministro delle Politiche agricole ha sottolineato come «Il dialogo con i sindacati e la revisione della riforma delle pensioni deve essere la premessa per ricoinvolgere le parti sociali in un´opera di concertazione verso un grande patto sociale per lo sviluppo». E´ importante che «la riforma
          delle pensioni entri in questa verifica di governo per essere adeguatamente ridefinita» e occorre «che venga portata avanti una riforma complessiva del welfare».
          Di fatto quella di passare dal dibattito sulla riforma delle pensioni al più ampio campo della politica sociale è il cuore della richiesta dei sindacati. Ora, come sottolinea il numero due della Uil Adriano Musi, sarà anche importante capire con quale delegazione il governo si presenterà al confronto del 23 dicembre, «se ci saranno solo falchi o anche colombe per capire se effettivamente c´è la voglia di dialogare ripartendo da un´analisi della spesa».