Martedì faccia a faccia tra i leader sindacali

03/06/2004


        sezione: ITALIA-POLITICA
        data: 2004-06-03 – pag: 14
        autore: LINA PALMERINI
        I temi del dialogo / Sviluppo, rappresentanza e contratti
        Martedì faccia a faccia tra i leader sindacali
        ROMA • Si vedranno martedì prossimo, a pranzo. I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil inizieranno così a immaginare un’agenda per le prossime settimane, dopo l’esordio del neo-presidente di Confindustria, dopo le parole del Governatore della Banca d’Italia. Ma anche in vista della scadenza del Documento di programmazione economica e finanziaria. Si parlerà del rapporto con le imprese, innanzitutto. Il richiamo alla nuova concertazione fatto da Luca Cordero di Montezemolo, ha dato nuove prospettive alle relazioni industriali e questo sarà il primo argomento del faccia a faccia di martedì. E anche la ragione stessa dell’incontro, deciso per accelerare il passo.
        Il sindacato ripete che non vuole i riti formali di un patto per lo sviluppo ma punta comunque a condividere — con tutte le forze economiche e sociali — le priorità per la crescita e lo sviluppo. Anche la nuova alleanza tra banche e imprese, è uno degli argomenti all’attenzione del sindacato che proprio su una più vasta intesa tra protagonisti economici punta a incalzare il Governo. Non solo le nuove relazioni sociali. Nell’incontro di martedì si affronteranno temi più sindacali, come l’istituzione di due commissioni confederali per le nuove regole su rappresentanza e contrattazione.
        Ma, più urgente, sarà definire l’alleanza per lo sviluppo.
        È quello il treno che il sindacato deve assolutamente prendere per tornare sulla scena. Del resto, la dimostrazione è stata proprio la relazione d’esordio del presidente degli industriali. Una relazione che ha rilanciato la concertazione e che ha subito suscitato forti reazioni nel mondo politico e soprattutto nella maggioranza (vedi anche articolo accanto). Un effetto che — di questi tempi — non sarebbe mai riuscito alle tre confederazioni, sia pure non più divise.
        La sponda con le imprese, dunque, è fondamentale per tenere il rapporto con la politica e non uscirne semplicemente ignorati, come è accaduto da un anno a questa parte. Proprio un anno fa, fu firmato un accordo con gli ex-vertici di Confindustria: il Governo non ha mai convocato le parti sociali. Sulle pensioni, il copione è stato lo stesso: scioperi senza ottenere un dietrofront. E ora lo stesso effetto si sta ripetendo sul pubblico impiego. A muovere le acque, però, ora c’è un dato politico nuovo. La spaccatura che ha creato nella maggioranza la relazione del presidente degli industriali — prima — e la Relazione del Governatore di Bankitalia, dopo. Riflessioni di oggi, che andrammo aggiornate dopo il 13 giugno, data delle elezioni amministrative ed europee. Ma intanto, il quadro per il sindacato è piuttosto difficile. C’è la questione della riduzione fiscale — su cui sono contrari — i timori per i tagli alla spesa corrente — soprattutto sulla sanità — la mancanza di risorse sufficienti a chiudere secondo le aspettative i contratti pubblici. Accelerare sulla linea indicata da Luca Cordero di Montezemolo è la via per gestire meglio tutte le partite in corso. Ma anche per uscire dal cono d’ombra in cui il Governo era riuscito a mettere il sindacato.