Martedì black-out di tutta l’informazione

06/12/2000

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Mercoledì 6 Dicembre 2000
italia – lavoro
Martedì black-out di tutta l’informazione

ROMA A seguito della rottura della trattativa con gli editori per il rinnovo del contratto dei giornalisti la Fnsi ha proclamato per l’11 dicembre un’altra giornata di sciopero nazionale dopo lo stop di due giorni della scorsa settimana.

L’astensione dal lavoro riguarderà lunedì prossimo agenzie di stampa, quotidiani, online, uffici stampa e coinciderà con il primo dei due giorni di black-out dell’informazione televisiva nazionale già indetti per l’11 e 12 dicembre.

I giornali quotidiani non saranno in edicola martedì 12 che quindi sarà giornata del silenzio sia della carta stampata sia del settore radiotelevisivo. La Fnsi — si legge in un comunicato della Federazione — intende aprire un libero e approfondito confronto. L’ulteriore inasprimento delle iniziative sindacali, sostiene la Fnsi, «si è reso necessario per l’ostinazione con la quale gli editori continuano a respingere le proposte del sindacato dei giornalisti tendenti ad avviare rapidamente a conclusione la vertenza contrattuale».

«La Fieg, anche nella nota di risposta ai documenti della Fnsi diffusi prima degli scioperi del 29 e 30 novembre — afferma il sindacato di categoria —, sostiene posizioni che puntano a scardinare il sistema delle relazioni sindacali nelle redazioni e a ridurre l’autonomia dei giornalisti. Problemi questi che dovrebbero essere esaminati con molta più attenzione dai direttori delle testate dell’informazione italiana».

Intanto sono scesi in campo i Cdr dei maggiori quotidiani: «Incomprensibile e improponibile» viene definito «l’ultimo arroccarsi delle Fieg» dai comitati di redazione di Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, il Sole-24 Ore, la Repubblica e La Stampa, che ieri si sono riuniti per analizzare la situazione e verificare l’esistenza di eventuali margini di ripresa delle trattative.

«Contrariamente a quanto sostengono gli editori nel respingere le richieste avanzate dalla Fnsi — commentano — esistono realtà editoriali che hanno già imboccato la via dello sviluppo e della multimedialità senza fare ricorso a una flessibilità selvaggia nè nei media online nè nelle nuove iniziative». La nota dei Cdr continua: «Ciò rende incomprensibile e improponibile l’ultimo arroccarsi della Fieg con motivazioni che i fatti dimostrano pretestuose su posizioni che sono in contrasto con le esperienze produttive in corso».