Maroni: sulle riforme trattativa a tappe

19/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Il ministro sprona le parti sociali: «Accordi con quelli che ci stanno, se non si chiude entro il 15 novembre si perde un’opportunità»

    Maroni: sulle riforme trattativa a tappe
    Confindustria: primo incontro positivo, avanti senza dogmi
    Massimo Mascini
    ROMA – È partito il negoziato tra Governo e parti sociali per la verifica delle regole del mercato del lavoro e della previdenza. Il ministro del Lavoro Roberto Maroni ha incontrato in mattinata una delegazione di imprenditori, nel pomeriggio i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Con tutti è stato avviato il confronto sui due documenti messi a punto dal Governo, il Libro bianco sul mercato del lavoro e il documento emerso dalla Commissione Brambilla con l’obiettivo di tradurli in provvedimenti precisi che servano ad avviare le riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno per recuperare competitività. Il confronto, che proseguirà anche martedì prossimo con i soggetti imprenditoriali e sindacali che non sono stati ascoltati ieri, entrerà nel vivo subito dopo. Già mercoledì della prossima settimana il ministro del Lavoro avvierà tavoli di trattativa separati per materia (Libro bianco e pensioni), e per soggetti (imprenditori e sindacati). L’obiettivo, secondo quanto lo stesso ministro ha spiegato, è quello di arrivare a stilare tre tabelle diverse di argomenti. Nella prima tabella entreranno tutti gli argomenti per i quali esiste in pratica un’unanimità di consensi. Nella seconda i temi per i quali è possibile configurare una maggioranza di soggetti («decideremo con quelli che ci stanno») favorevoli a una riforma. Nella terza i temi sui quali è prevedibile che si verifichi un forte disaccordo. L’intenzione del Governo è quella di procedere con speditezza certamente sui temi delle prime tabelle, portando avanti il dialogo con tutte le parti sociali nel tentativo di mettere d’accordo tutti o la gran parte degli interessati. Per gli altri temi, quelli che entreranno a far parte della terza tabella, si continuerà a discutere e ad approfondirli, senza necessità di andare rapidamente a una nuova normativa. Nel primo gruppo potrebbero entrare i temi del collocamento, del part time, dell’interinale. Più complessa la discussione sulla revisione dell’articolo 18, chiesta ancora ieri dagli imprenditori, ma respinta da tutto il sindacato. Maroni ha chiarito che è intenzione del Governo procedere velocemente verso accordi operativi. «Il Governo – ha detto – fa le sue proposte, le discute con le parti sociali, ma alla fine è suo dovere decidere e andare avanti. Possiamo chiamarla concertazione – ha aggiunto – io preferisco parlare di dialogo sociale». Il confronto procederà con l’obiettivo di decidere entro la metà di novembre, perché in quel momento scade la possibilità di chiedere deleghe. Il Governo ha chiarito di non aver ancora deciso se ricorerre a questo strumento, che comunque rappresenta un’opportunità e non certo una spada di Damocle, come ha spiegato Maurizio Sacconi, sottosegretario al Lavoro. Le associazioni imprenditoriali presenti all’incontro di ieri, le cinque firmatarie del documento inviato al presidente del Consiglio per chiedere urgenti riforme strutturali, Confindustria, Abi, Ania, Confartigianato e Confagricoltura, cui si è aggiunta la Coldiretti, hanno apprezzato la volontà del Governo di procedere velocemente. «Il presidente Ciampi – ha ricordato Guidalberto Guidi, consigliere di Confindustria per le relazioni industriali – ci ha sollecitati a guardare alla sostanza delle cose senza pregiudizi. E proprio perché non abbiamo pregiudizi – ha aggiunto – riteniamo di dover parlare di tutto, anche dell’articolo 18. Importante è che non ci siano veti o dogmi, per accelerare la strada delle riforme». Volontà espressa anche da Marco Tronchetti Provera, vicepresidente di Confindustria, secondo il quale gli industriali «sono apertissimi al dialogo con tutti, purché non ci siano veti». Il sistema della concertazione è del resto stato confermato da Antonio D’Amato, che in una lettera al presidente del Cnel Pietro Larizza ha respinto i suoi timori sulla politica dei redditi. Proprio per questo gli imprenditori hanno avallato l’idea di procedere con deleghe, laddove da parte della Cgil sono state invece sollevate forti riserve. Non tutto il sindacato si ritrova però su questa linea, perchè Cisl e Uil non hanno ritenuto di dover respingere l’idea. Tutte e tre le confederazioni parteciperanno comunque attivamente agli incontri che partiranno mercoledì prossimo.
    Venerdí 19 Ottobre 2001
 
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