Maroni sul corteo Fiom: rischio infiltrati e incidenti

15/10/2010

Allarme del ministro dell’Interno Roberto Maroni e dei servizi segreti su «elevati rischi di infiltrazioni» di gruppi violenti, «anche stranieri», alla manifestazione dei metalmeccanici aderenti alla Fiom-Cgil in programma domani a Roma.
Il ministro. «Il rischio è — ha detto Maroni intervenendo ieri sera durante il programma Porta a Porta — che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40 mila persone che sfileranno pacificamente, staccandosi vadano a spaccare vetri. L’occasione è troppo ghiotta». Oggi il ministro incontrerà i responsabili della Fiom.
Il sindacato. Maurizio Landini, leader delle tute blu della Cgil: «Sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificare il senso e le ragioni della manifestazione. Garantire la sicurezza e l’ordine pubblico nel Paese è un compito e una responsabilità istituzionale del ministero dell’Interno». ROMA — Ieri mattina il ministro del Lavoro ha mandato un segnale tutto sommato tranquillizzante. La manifestazione di domani organizzata dalla Fiom-Cgil, commentava Maurizio Sacconi, «ha un evidente contenuto politico, ma va rispettata. Anche per questa ragione mi auguro sia pacifica come è nell’intenzione degli organizzatori e dei singoli partecipanti». Ieri pomeriggio, registrando alla tv Porta a Porta, il ministro degli Interni ha invece lanciato l’allarme. «Domani (oggi per chi legge, ndr.) incontrerò i responsabili della Fiom» ha annunciato Roberto Maroni, perché, ha spiegato, «c’è un rischio elevato di infiltrazioni nel corteo» da parte di gruppi violenti, «anche stranieri». Il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), ha aggiunto il ministro, «ha detto che ci sono questi rischi e noi vigileremo. L’occasione di infiltrarsi è molto ghiotta per queste persone che vogliono spaccare vetrine o fare danni», anche se la grande maggioranza dei partecipanti manifesterà «pacificamente».
Le dichiarazioni del ministro hanno scatenato la polemica. «È sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificare il senso e le ragioni della manifestazione», ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini, ricordando che la mobilitazione fu decisa a luglio per protestare contro l’accordo separato alla Fiat di Pomigliano. Inoltre Landini ha voluto replicare a Maroni che si è detto certo del fatto che il servizio d’ordine della Fiom «eviterà che gruppetti violenti possano fare danni». «Garantire la sicurezza e l’ordine pubblico — dice Landini — è un compito e una responsabilità istituzionale del ministero degli Interni». Concetto ripetuto anche dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. Maroni, comunque, ieri mattina aveva assicurato «un impegno straordinario delle forze dell’ordine». Più dura la replica del leader della sinistra Fiom, Giorgio Cremaschi, che parla di «provocazione», mentre va ben oltre Francesco Caruso, leader no global: «Le uniche infiltrazioni sulle quali bisognerà vigilare sono quelle pianificate da questi inaffidabili servizi di intelligence».
Preoccupato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani: «Ci auguriamo una manifestazione serena. Se ci dovessero essere problemi e provocazioni la gestione non va lasciata ovviamente alla Fiom, ma spetta a chi deve garantire la sicurezza». E l’ex segretario Walter Veltroni aggiunge: «Attenzione a non creare un clima che accresca la tensione». Il che è proprio quello che sta succedendo. Del resto, la segnalazione dei servizi segreti al Copasir c’è. Tiene conto dell’escalation di azioni violente contro la Cisl (l’ultima ieri contro la sede di Caserta) e del fatto che tutti i gruppi antagonisti e i centri sociali hanno aderito alla manifestazione. C’è quindi preoccupazione sia per la quantità di persone che arriveranno sia per la loro connotazione. Va anche detto, però, che si tratta di un allarme generico e non riferito a riscontri precisi. Un allarme teso anche a non farsi cogliere di sorpresa, soprattutto dopo i fatti allo stadio di Genova. Ma il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, avanza il «sospetto che Maroni si voglia lavare le mani rispetto a quello che può succedere».
Fin qui la questione ordine pubblico. C’è poi l’aspetto sindacale, anche questo carico di tensioni, ma per fortuna di natura politica. La Fiom e ancora di più i movimenti alla sua sinistra premono sulla Cgil perché dichiari subito lo sciopero generale. Guglielmo Epifani, che chiuderà la manifestazione con un comizio in piazza San Giovanni (l’ultimo da segretario generale della Cgil), è contrario. E rischia quindi fischi e contestazioni da parte di una piazza che, per molte ragioni, è sfuggita al controllo dello stesso sindacato.