Maroni, stop alle modifiche alla delega previdenziale

08/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Primo Piano
        Numero 162, pag. 3 del 8/7/2004
        Autore: di Luigi Berliri
         
        Maroni, stop alle modifiche alla delega previdenziale
         
        Il ministro annuncia: solo aggiustamenti tecnici e in fase di attuazione.
         
        Se necessario il governo chiederà anche alla camera la fiducia sulle pensioni per evitare una quarta lettura al senato. Niente modifiche, dunque, al testo della delega sulle pensioni licenziato da Palazzo Madama.

        A illustrare questa tesi è stato ieri a Montecitorio il ministro del welfare, Roberto Maroni. Che ha aggiunto di aver dato mandato al sottosegretario di dare parere contrario a tutti gli emendamenti. Su questo non si transige: ´Anche se il relatore è aperto, il governo no’. Insomma, dice perentorio il ministro leghista, ´questo è il testo che deve essere approvato. Se c’è in discussione la filosofia di fondo, non c’è disponibilità del governo. Se si tratta di aggiustamenti tecnici o di correzioni modeste, ci penseremo in sede di attuazione della delega’.

        Gli obiettivi del governo in merito ai tempi di approvazione della delega previdenziale, dunque, secondo Maroni, ´non sono cambiati, ma di certo’, ha precisato il ministro del welfare, ´non trascuro di considerare il contesto che influisce su questo e che può modificare le singole questioni. E si sa che il federalismo è fondamentale per noi’. Come dire che la riforma previdenziale viene certamente dopo la devolution e che se il Carroccio non incassa prima questa riforma non si spende per far approvare quella delle pensioni, che ha un certo costo in termini di pace sociale. Intanto la delega prosegue il suo cammino alla commissione lavoro della camera. La seduta di ieri è stata dominata da una discussione di carattere tecnico-procedurale sugli emendamenti giudicati inammissibili.

        La commissione inizierà a votare questa mattina. Come annunciato da Maroni, il governo ha dato parere negativo su tutti gli emendamenti alla delega previdenziale esaminati ieri. È stato il sottosegretario al welfare Alberto Brambilla ad annunciarlo al termine di una seduta che ha visto passare al vaglio della commissione il primo dei due volumi contenenti le richieste di modifica.

        Circa 150 sui 300 presentati sono stati gli emendamenti esaminati ieri, 110 dei quali dichiarati inammissibili e che l’opposizione ha chiesto di riammettere. Sui restanti 40 pesa la contrarietà del governo a riaprire il discorso. L’opposizione ha chiesto di riesaminare la decisione e si prepara comunque a riformularli in altra maniera. Ma su tutto incombe l’ipoteca di una blindatura da parte del governo. Brambilla non si è pronunciato sul secondo volume, quello contenente gli emendamenti al nuovo regime per il pensionamento di anzianità e che saranno esaminati oggi, ma viste le dichiarazioni del titolare di via Flavia la loro sorte appare scontata. Molto nutrito il pacchetto targato Pdci.

        Il partito di Oliviero Diliberto chiede ´la soppressione delle norme previste dal governo o il miglioramento delle condizioni di vita dei pensionati e dei lavoratori, attraverso la salvaguardia del trattamento di fine rapporto, l’introduzione di condizioni di omogeneità fra tutte le forme pensionistiche, la tutela dell’importo minimo della pensione a calcolo, la soppressione del contributo ex Onpi, l’estensione dei benefici previdenziali per i lavoratori che hanno contratto malattia da esposizione all’amianto, la tutela e valorizzazione della contribuzione previdenziale per le collaborazioni coordinate e continuative, l’assunzione di 5 mila ispettori del lavoro e il miglioramento dei trattamenti pensionistici ai superstiti’. (riproduzione riservata)