Maroni soffia sul fuoco: rischio incidenti al corteo Fiom

15/10/2010

I toni usati da Roberto Maroni per avvertire dell’«elevato rischio di infiltrazioni» di gruppi violenti nel corteo della Fiom di sabato si sono rivelati poco adeguati ad un ministro dell’Interno: «L’occasione è troppo ghiotta». Ma ancora più inopportuna è stata la sede scelta per lanciare l’allarme: non la centrale operativa del Viminale, né gli uffici della questura di Roma, ma il salotto televisivo di Bruno Vespa.
L’ALLARME VIA SALOTTO
Comodamente appollaiato su un divano in pelle a Saxa Rubra, Maroni ha gettato il sospetto sulla manifestazione organizzata per domani dalle tute blu della Cgil: «Il rischio c’è, lo hanno detto i servizi segreti ieri al Copasir. Ci sono rischi di infiltrazione di gruppi, anche stranieri, speriamo che non siano i serbi», ha informato il ministro. Esternando il timore che alcuni «staccandosi dal corteo, vadano a spaccare le vetrine », ma dicendosi al contempo «sicuro cheun grande sindacato come la Fiom saprà controllare ed evitare che questi gruppetti di violenti possano fare danno». Il responsabile dell’Interno ha annunciato che oggi incontrerà i vertici del sindacato per discutere della situazione. Intanto,comunque, l’allarme preventivo sul «clima non buono» in Italia – causa le contestazioni ad alcuni sindacati, le frange di violenti che considerano i riformisti «collaborazionisti e traditori» e gli esponenti di «centri sociali invitati
alla manifestazione» – è stato diffuso via etere.
LA SMENTITA DELLE TUTE BLU
Immediata la smentita della Fiom: «È sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificare il senso e le ragioni della manifestazione del 16 ottobre» ha affermato il segretario generale Maurizio Landini. Ricordando, casomai ce ne fosse bisogno, che «garantire la sicurezza e l’ordine pubblico nel Paese è un compito e una responsabilità istituzionale del ministero degli Interni. Ciò è ancor più vero se si parla di possibili infiltrazioni di gruppi stranieri che, com’è noto, non sono metalmeccanici, nè tantomeno sono stati invitati al corteo». Ancora più dura la reazione del presidente del comitato centrale Fiom, Giorgio Cremaschi: «Non ci risultano rischi di scontri. Maroni sta provocando. Se sa delle cose è suo dovere riferirle agli organizzatori, altrimenti taccia». Le dichiarazioni del ministro non sono piaciute nemmeno al Pd: «È bene evitare un clima mediatico che accresca la tensione invece di farla diminuire. La Fiom è un grande sindacato, svolgerà una grande manifestazione che sarà conclusa da un discorso del segretario generale della Cgil» ha ribattuto Walter Veltroni. «Quando ci sono episodi di intolleranza bisogna condannarli sempre e comunque» ha aggiunto l’esponente democratico, riferendosi alle contestazioni alla Cisl degli scorsi giorni, «ma stiamo anche attenti alla violenza del linguaggio, la politica italiana ha da anni un linguaggio assolutamente violento». Esplicite le accuse dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro: «Invece di creare allarmismi, il ministro Maroni garantisca la piena sicurezza della manifestazione. Il richiamo a tempi bui rischia di essere letto dall’opinione pubblica come un suo auspicio, quindi se ne assuma la responsabilità».