Maroni s’inventa il «superbonus» per le imprese

09/09/2005
    venerdì 9 settembre 2005

    pagina 14

      Maroni s’inventa il «superbonus» per le imprese

        Ancora in alto mare la riforma del Tfr. Slitta a lunedì l’incontro con le parti sociali

          Milano

            LA PENSATA. Le imprese che verseranno il Tfr nei fondi pensione potrebbero avere un incentivo sotto forma di riduzione del costo del lavoro. È questa l’ultima trovata del ministro del Welfare, Roberto Maroni, che ieri ha annunciato il via libera del ministero dell’Economia, Domenico Siniscalco, alle risorse per le compensazioni alle imprese che dovranno rinunciare al Tfr come fonte di autofinanziamento.

              Insomma una sorta di «superbonus» anche per le imprese. dai contorni tanto confusi che Confindustria non ha voluto commentare l’ultima uscita del ministro, attendendo di conoscere il testo nero su bianco sulle compensazioni in modo tale da esprimere una valutazione compiuta.
              La Cgil, con la segretaria confederale Morena Piccini, ha subito ricordato al ministro del Welfare che non ci sono solo le compensazioni per le imprese che non disporranno più del tfr. «C’è anche la nostra richiesta – afferma – di un diverso regime fiscale per i lavoratori aderenti. «Per quanto ci riguarda quando avremo il testo avremo bisogno di poterlo valutare all’interno delle singole strutture e di concerto con le altre parti sociali con le quali abbiamo raggiunto l’avviso comune».

                L’unica cosa concreta uscita ieri dal Ministro del Welfare è il differimento a lunedì dell’incontro previsto per oggi con le parti sociali sul testo del decreto di attuazione sulla previdenza integrativa.Motiovo del rinvio la necessità di un ulteriore approfondimento con l’Abi sulla questione dell’accesso al credito. In pratica bisogna risolvere la «querelle» tra la Confindustria che chiede che l’accesso al credito sia automatico e pari all’importo del Tfr conferito ai fondi e l’Abi che chiede il mantenimento di una discrezionalità delle banche nella concessione del prestito.

                  Il ministro ha chiesto ancora «24 ore di tempo» per risolvere la questione ma ha assicurato che il rinvio «non modifica l’iter» del provvedimento che comunque sarà presentato martedì e mercoledì in Parlamento per il parere delle Commissioni e approvato dal Consiglio dei ministri entro il 6 ottobre, data di scadenza della delega. Le nuove regole andranno in vigore dal primo gennaio.

                    Tutto rinviato a lunedì quindi anche se su questa data potrebbero esserci ulteriori problemi. La Uil infatti con il segretario generale aggiunto, Adriano Musi ha fatto sapere che non è possibile ricevere il testo lunedì mattina e partecipare all’incontro con il ministro del Welfare nel pomeriggio. «Per quanto ci riguarda – ha detto Musi – pensiamo che il testo vada letto e vada letto con attenzione. Pensare di potere fare l’incontro lunedì è irrealizzabile».