Maroni: senza il Tfr salta tutto

21/10/2005
    venerdì 21 ottobre 2005

    Pagina 23 – Economia

    PREVIDENZA – IL MINISTRO: SE NON CAMBIANO LE LIQUIDAZIONI NON SI FA LA RIFORMA DELLE PENSIONI

      Maroni: senza il Tfr salta tutto

        Ma Berlusconi
        non torna indietro
        I sindacati: pronti
        a sostenere il leghista

          ROMA
          «Minaccia? Ho visto le dichiarazioni di Maroni, non mi sembrano minacciose», minimizzava ieri in Transatlantico il premier. Poco prima però il ministro del Welfare una specie di minaccia l’aveva fatta: «O in Consiglio passa la riforma del Tfr così come è stata scritta, oppure la Lega farà in modo di bloccare tutta la riforma delle pensioni che parte nel 2008. Come? Ad esempio presentando un emendamento». Insomma, la tensione nel governo sulla riforma del Tfr resta alta, prova ne è lo slittamento del nuovo parere parlamentare alla riforma. Oramai è braccio di ferro tra Berlusconi – che vuole la modifica del provvedimento – e Maroni che invece è contrario e per questo aveva già minacciato di non votare il sì alla legge elettorale in Senato. Ieri i due non hanno fatto nessun passo avanti: Berlusconi ha ribadito la necessità di garantire l’equiparazione fra fondi chiusi e aperti, Maroni idem sul suo compromesso. «Sul Tfr la questione è molto semplice», ha detto il premier. «Noi riteniamo che si dovrebbero modificare delle condizioni perché nel nostro programma si era esplicitato che i lavoratori dovessero essere liberi, e che non ci fossero trattamenti preferenziali tra fondi». Per di più Berlusconi si è detto «preoccupato» che le risorse destinate finora al Tfr siano «sottratte al mondo produttivo».

            Impassibile Maroni: «Governo e maggioranza hanno approvato la riforma. Di conseguenza, deve essere dato il via libera all’attuazione perché in caso contrario saremmo schizofrenici. Ci sono tante lobby in azione in un incrocio di colossali interessi finanziari», ha detto senza citare direttamente il conflitto di interessi del premier proprietario di Mediolanum. Dove poi vengano indirizzate le risorse «per me è cosa assolutamente irrilevante». Maroni nega che ci sia un trattamento privilegiato per i fondi negoziali. «Quello che mi preme è che i giovani lavoratori possano avere l’integrazione. Oggi le assicurazioni sono discriminate perché i lavoratori non possono decidere di affidare a loro il Tfr, mentre con la mia riforma questo su potrà fare».