Maroni & Sacconi ripartono all’attacco dell’articolo 18

19/03/2004


  Economia




19.03.2004
Maroni & Sacconi ripartono all’attacco dell’articolo 18
Il ministro del Welfare e il suo vice annunciano: la delega che contiene le modifiche alle tutele contro i licenziamenti andrà presto alla discussione parlamentare
di r.e.


ROMA Del tavolo sul Welfare promesso da Fini alla metà di gennaio non se ne sa più nulla; della convocazione dei sindacati a Palazzo Chigi promessa dal premier a Porta a Porta per affrontare i nodi dello sviluppo, della mancata crescita, della profonda crisi industriale del paese e del suo impoverimento non se ne sa più nulla; le pensioni che per mesi hanno distratto parti e controparti dai veri problemi dell’Italia stanno ferme in Senato e con tutta probabilità ci resteranno fino alle elezioni. In tutto questo la collettività sembra avere una emergenza: vedere approvate le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello sui licenziamenti. Così sembra pensarla il ministro Roberto Maroni che ieri ha rilanciato: «La delega 848-bis sarà calendarizzata in commissione Lavoro
subito dopo la conclusione dell’iter della delega previdenziale», ed ha precisato che in Senato «questa volta la discussione ci porterà in aula, non ci sono ostacoli nè politici nè negoziali perché è parte integrante del Patto per l’Italia firmato da 36 organizzazioni sociali su 37». Roberto Maroni non ha dubbi, i tempi sono stretti, il provvedimento dovrebbe essere messo all’ordine del giorno in aprile: sempre ché per allora la delega previdenziale abbia concluso il suo iter, cosa per nulla scontata. Nello stesso provvedimento 848-bis c’è la micro-riforma degli ammortizzatori sociali, l’unica parte del Patto per l’Italia che prevedeva qualcosa a favore del lavoro e che a tutt’oggi non è ancora approvata: le risorse necessarie all’aumento dell’indennità di disoccupazione sono state di volta in volta stornate ora sulle calamità naturali, ora su altro. «La copertura c’è», ha finalmente annunciato Maroni in una conferenza stampa presente il sottosegretario Maurizio Sacconi.
E un altro annuncio riguarda la firma del decreto che istituisce la commissione di studio che porterà ad uno «Statuto dei lavori», per il governo Berlusconi sostituire lo «Statuto dei lavoratori» (la legge 300 del 1970) è evidentemente un’altra priorità. La commissione si insedierà oggi, ed entro un anno dovrà predisporre una o più ipotesi di legge per realizzare il nuovo Statuto. «Si tratta – ha spiegato Maroni rispondendo alla possibilità che il nuovo provvedimento modifichi lo Statuto dei lavoratori – di definire nuove tutele del lavoro. Vediamo quali saranno le proposte che nasceranno dalla Commissione. Penso che sarà una proposta di intervento che partendo dallo Statuto dei lavoratori, lo modifichi. Naturalmente – ha assicurato il ministro – sull’ipotesi che verrà messa a punto dalla Commissione il governo aprirà un confronto con le parti sociali». «Il governo è partito in ritardo, ma finalmente partiamo. Speriamo non sia una falsa partenza». Così Luigi Angeletti ha commentato l’iniziativa di Maroni. L’emergenza di oggi – sottolinea il segretario generale della Uil – è il lavoro discontinuo che riguarda milioni di persone. A questa moltitudine vanno date garanzie su cosa accade quando andranno in pensione per tutti i periodi che hanno lavorato, e su cosa accade concretamente oggi quando perdono un lavoro, in attesa di trovarne uno nuovo».