Maroni: riforma pensioni, tratteremo con chi ci sta

23/10/2003





giovedì 23 ottobre 2003

Ma Pezzotta: le misure vanno ritirate. Domani lo scioper

Maroni: riforma pensioni, tratteremo con chi ci sta
Il ministro del Welfare: i sindacati, se hanno una proposta alternativa, sanno dove trovarci

      ROMA – Si alza il tono della polemica alla vigilia dello sciopero generale di 4 ore proclamato per domani dai sindacati contro la riforma delle pensioni. Il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, manda segnali contrastanti. Dice che potrebbe partire la trattativa, ma significativamente aggiunge: «Col sindacato o con una parte del sindacato», non rinunciando così all’idea di un negoziato con Cisl e Uil ma senza la Cgil. Maroni da una parte non chiude la porta al dialogo, ma dall’altra annuncia che non ci sarà alcuna convocazione delle parti sociali perché «i sindacati, se hanno una proposta alternativa, sanno dove trovarci». Sul fronte opposto Cgil, Cisl e Uil serrano le fila, respingono quelli che definiscono i «tentativi di dividere il sindacato» e ripetono le loro richieste. «La riforma delle pensioni non è trattabile, almeno così com’è. Per poter aprire qualsiasi discorso, il governo la deve ritirare», tuona il leader della Cisl, Savino Pezzotta. E quello della Cgil, Guglielmo Epifani, già parla di un possibile «sciopero generale ancora più grande». Martedì 28, infatti, le tre confederazioni si riuniranno per decidere nuove iniziative. La grande manifestazione nazionale a Roma, come quella che ci fu nel 1994, potrebbe essere convocata per sabato 6 dicembre.
      E continua la polemica anche con la Rai. I sindacati chiedono che il servizio pubblico, attraverso il quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha illustrato a reti unificate la riforma, dia spazio anche alla loro voce. L’azienda si è divisa, isolando il presidente Lucia Annunziata, favorevole alla richiesta di Cgil, Cisl e Uil. Oggi Annunziata e il direttore generale, Flavio Cattaneo, saranno ascoltati dalla commissione parlamentare di vigilanza sul sistema radiotelevisivo. La Rai seguirà lo sciopero generale con una «finestra» informativa del Tg3 dalle 11.20 alle 12 e con un filo diretto su Radiouno. Altri spazi ci saranno sul Rainews 24, il canale satellitare. La prossima settimana è prevista infine una puntata di «Porta a Porta» sulle pensioni. La diretta sulle manifestazioni sarà invece assicurata da «La7».
      Al centro dello scontro c’è la riforma delle pensioni, che Berlusconi ritiene indispensabile per assicurare anche in futuro il pagamento delle rendite e che i sindacati e l’opposizione giudicano invece un prezzo inutile a carico dei lavoratori, che il governo ha dovuto pagare a Bruxelles per la cattiva gestione dei conti pubblici. La riforma, decisa nel Consiglio dei ministri del 3 ottobre, non è stata ancora presentata in Parlamento. Prenderà la forma di un emendamento al disegno di legge sulle previdenza presentato dal governo due anni fa e attualmente fermo in Senato. Il provvedimento, ha detto il ministro, dovrebbe essere presentato lunedì e approvato entro la fine dell’anno. Il tempo a disposizione è poco. E quindi è difficile che i previsti incentivi per chi, raggiunti i requisiti per la pensione di anzianità, ritarda il pensionamento di almeno due anni, possano partire il primo gennaio 2004. Il cuore della riforma, quello che stabilisce l’aumento da 35 a 40 anni del minimo di contributi per la pensione di anzianità e che ha scatenato le proteste sindacali, è previsto che scatti il primo gennaio 2008. Al momento non sembrano esserci spazi per una trattativa.
Enrico Marro


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