Maroni polemico con l´Fmi “Le pensioni non si toccano”

13/06/2002


GIOVEDÌ, 13 GIUGNO 2002
 
Pagina 29 – Economia
 
Il ministro: la riforma Dini funziona. Alemanno: no a tagli selvaggi alla spesa sociale
 
Maroni polemico con l´Fmi "Le pensioni non si toccano"
 
 
 
Marzano: no alle sforbiciate, cambiamo i meccanismi delle erogazioni. Monorchio: il risanamento è compiuto
 

ROMA – L´invito del Fondo monetario internazionale all´Italia perché metta nuovamente mano alle pensioni viene respinto al mittente dal ministro del Welfare, Roberto Maroni: «Non c´è alcuna necessità di una nuova riforma delle pensioni», dice, rassicurando i sindacati. «È una mia opinione personale – precisa però immediatamente Maroni – e so che ci sono opinioni diverse nel governo». A sostegno della sua tesi – finalizzata in particolare a non suscitare allarme, in questo delicato momento, nelle file di Cisl e Uil – Maroni ricorda che «uno studio recente dell´Inps valuta in modo più positivo, rispetto a quelli fatti nel 1998 e nel 2000, l´impatto delle spesa pensionistica sul Pil in vista della "gobba" pensionistica prevista per i prossimi anni. Non c´è dunque necessità di altri interventi per fare cassa, si può andare a regime con i tempi previsti dalla riforma Dini».
Contro l´intervento del Fondo monetario prende posizione anche il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, secondo il quale i rilievi sul «deficit fuori linea» e sul «lento rientro dal debito» sono «per molti versi ingenerosi, perchè indicano una situazione del Paese eccessiva rispetto alla realtà e alle difficoltà che abbiamo di fronte». Alemanno, in particolae, dice «no a tagli selvaggi alla spesa».
Per il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, «la realizzazione degli obiettivi del Fondo monetario internazionale non è in discussione: raggiungeremo sicuramente gli obiettivi di finanza pubblica». Marzano non la pensa come Maroni: «È necessario fare alcune riforme, perchè se si pensa di operare solo con tagli di spesa ci sono due rischi: il primo è che il taglio non regga, vedi il caso dei prodotti farmaceutici, il secondo è che, invece, regga, ma se si taglia troppo non funziona più la macchina dell´amministrazione». Sulle pensioni, tuttavia, Marzano si affretta a dire: «Per ora non sono sul tavolo». Quanto all´ipotesi di una manovra correttiva, Marzano risponde in questo modo: «Si tratta di capire cosa si intende per manovra correttiva. Purtroppo storicamente in Italia equivale ad un aumento delle tasse e noi non lo faremo. Credo che il problema sia intervenire dal lato della spesa non tanto con tagli, quanto piuttosto con una riforma dei meccanismi della spesa». Andrea Monorchio, che si appresta a lasciare la ragioneria generale dello Stato, va giù con decisione: «Il risanamento della finanza pubblica è stato raggiunto: il problema non è per qualche decimale di punto».
(r.d.g.)