Maroni: non si fa cassa con la riforma pensioni

10/07/2003



      Giovedí 10 Luglio 2003
      VARIE


      Maroni: non si fa cassa con la riforma pensioni


      ROMA – Un «no» fermo a tagli alle "anzianità" per fare cassa. A ribadirlo, a nome della Lega, è il ministro Roberto Maroni. Che assicura che il Carroccio non vuol fare cadere, come nel ’94, il Governo, ma che ribadisce anche che la proposta della Lega sulla previdenza resta quella contenuta nella delega all’esame del Senato. Una sorta di stop, dunque, alla trattativa all’interno della maggioranza in cui era stato praticamente raggiunto un mezzo compromesso su un emendamento da presentare alla delega con il ricorso al "contributivo per tutti" e sulla possibilità di far scattare con la Finanziaria un semi-blocco delle finestre delle "anzianità". Maroni smentisce seccamente qualsiasi ipotesi di compromesso: «Scenari inventati. Smentisco tutto ciò che esce sui giornali e che non sia una posizione ufficiale della Lega». E a smentire qualsiasi trattativa condotta dal ministero del Welfare è anche il sottosegretario Alberto Brambilla.
      La Lega, comunque, non chiude del tutto la porta a un irrobustimento, ma in maniera soft, della delega Maroni. Non a caso ieri il presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, Giancarlo Giorgetti, ha proposto il varo di un Dpef molto stringato in versione esclusivamente tecnica rinviando a una successiva nota di variazione l’eventuale accordo politico sulla riforma delle pensioni. In altre parole si tratterebbe di un congelamento fino a settembre quando, al momento di abbozzare la Finanziaria, dovrebbe essere presa la decisione definitiva sulle misure da adottare sulle pensioni, che comunque non dovrebbero riguardare le "anzianità".
      La partita, insomma, resta aperta. E, nonostante Umberto Bossi sostenga che il programma della Cdl prevede non tagli ma aumenti delle pensioni, qualche nuovo ritocco resta probabile. E quanto alle misure già previste dalla delega, il sottosegretario Maurizio Sacconi afferma che il Governo non è intenzionato a rinunciare alla decontribuzione sui neo-assunti. A questo punto resta da vedere se ci sarà davvero il "congelamento" della questione. Che comunque resterà sicuramente sotto la luce dei riflettori in chiave europea. Proprio oggi scatta a Varese, sotto il coordinamento dello stesso Maroni, il meeting informale dei ministri del Welfare della Ue (della durata di tre giorni) che dovrà porre le basi della nuova rete di protezione sociale europea.
      E in questa sede tornerà inevitabilmente ad essere centrale il tema delle pensioni. «A Varese sarà una discussione di grande importanza – dice Maroni – perché spero che il Consiglio mi dia mandato di chiedere al presidente della Ue Berlusconi che quando si discute di riforma delle pensioni non lo si faccia solo dal punto di vista finanziario ma anche da quello sociale». Maroni rilancerà la proposta della "Lisbona delle pensioni" e non della "Maastricht" perché prevederebbe paramteri troppo vincolanti. Ma al centro del dibattito saranno anche la famiglia, l’occupazione e, soprattutto, la lotta al sommerso.

      M.ROG.