Maroni: niente rinvii, riforma del Tfr in Consiglio

30/06/2005
    giovedì 30 giugno 2005

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      Maroni: niente rinvii, riforma del Tfr in Consiglio

        ROMA • All’inizio della prossima settimana scatterà la fase decisiva del confronto tra Governo e parti sociali sulla previdenza integrativa. A garantirlo è il ministro Roberto Maroni, che esclude che il varo del decreto attuativo sulla riforma del Tfr possa essere rinviato: domani il provvedimento riceverà il primo via libera di Palazzo Chigi. Maroni, insomma, minimizza le diversità di vedute nella maggioranza sul ruolo di vigilanza della Covip; apre la porta ai sindacati sottolineando che quello del governo non è un colpo di mano ma un atto dovuto. E getta acqua sul fuoco della polemica con le banche sulle compensazioni da garantire alle imprese in termini di accesso agevolato al credito, sostenendo di essersi già chiarito con il presidente dell’Abi Sella. Ma la partita non è affatto chiusa. E proprio i nodi Covip e banche appaiono tutt’altro che risolti.

        Intanto la Ragioneria generale dello Stato " boccia" le previsioni dell’Inps che parlano di risparmi per 549 miliardi grazie al super bonus per chi rinvia la pensione di anzianità e ribadisce che i veri effetti del super incentivo « potranno essere apprezzati » solo a partire dalla fine del 2005. Non solo. La Rgs bacchetta l’Inps pure sull’uso dei suoi mezzi di trasporto: sulle spese di manutenzione e noleggio « occorre procedere ad un ulteriore ridimensionamento » .

        Tornando al decreto sul Tfr, anche se il vertice ministeriale che doveva precedere il varo è stato annullato, all’interno del Governo potrebbero esserci alcuni rilievi.

        Che potrebbero emergere proprio nel corso della riunione del Consiglio dei ministri. « È vero che era previsto un vertice ministeriale ma non ce n’è stato bisogno » , dice Maroni affermando di aver comunque già fatto il punto della situazione con i capigruppo della maggioranza delle commissioni Lavoro di Camera e Senato. In ogni caso per il ministro del Welfare il nodo dei poteri di vigilanza della Covip (che il decreto Maroni estende a tutto campo mentre la riforma del risparmio all’esame del Parlamento ridimensiona a vantaggio dell’Isvap) «è stato risolto mesi fa. Non c’è nessun contrasto all’interno del Governo, né con il ministero delle Attività produttive né con le assicurazioni » . Maroni conferma che c’è un’aspirazione dell’Isvap ad avere « un ruolo maggiore » , ma aggiunge: « Non possiamo accettarlo perché prevale la Covip nel ruolo guida della previdenza complementare » . A risolvere il " contrasto" con il testo della riforma sul risparmio dovrebbero essere alcuni emendamenti già presentati dal Governo ( ma non ancora approvati). Maroni lascia comunque intendere che la questione dovrebbe " cadere" essendo alta la probabilità che il Ddl sulla riforma del risparmio non venga approvato prima della fine della legislatura.

          Il ministro invita poi le parti sociali a sedersi al tavolo del confronto: «I sindacati non devono temere colpi di mano, il passaggio in Consiglio dei ministri è solo un atto formale. Avremo tre mesi di tempo per approfondire tutte le questioni, la procedura è la stessa della legge Biagi» . Ad auspicare un decollo immediato del decreto è il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai. «L’Esecutivo non è diviso sulla Covip I sindacati stiano tranquilli, da lunedì parte il confronto con le parti sociali»