Maroni: nessun emendamento del governo sulle pensioni

04/02/2004


4 Febbraio 2004

PER IL MINISTRO «ANCHE BERLUSCONI CONCORDA SUL TESTO PRESENTATO. DANNOSO A SUO GIUDIZIO DARE L’IDEA DI UN DIETROFRONT»

Maroni: nessun emendamento del governo sulle pensioni

Raffaello Masci

ROMA
C’è o non c’è sulle pensioni una «proposta-Alemanno» alternativa a quella di Maroni? «Al consiglio dei ministri non ne abbiamo parlato perché non ce n’era bisogno» ha tagliato corto

il ministro competente, Roberto Maroni, il quale, con non-chalance, ha aggiunto invece che la prossima settimana il governo illustrerà le sue proposte definitive ai sindacati. Insomma tutto va avanti come previsto dalla legge delega? Il dissenso del ministro di An sarebbe classificato come mero diverbio? «Se dovessimo discutere di tutti gli argomenti che un ministro solleva …», ha replicato Maroni. Tutto qui. «E più non dimandare», avrebbe detto il Poeta.
Il ministro del Welfare, dunque, entrando ieri in Commissione Lavoro al Senato, si è fermato a conversare un attimo con i cronisti, e ha ribadito che il governo non sta elaborando alcuna modifica alla proposta di riforma delle pensioni e di poterlo affermare con cognizione di causa, per averne parlato direttamente con il presidente del Consiglio, a margine del Consiglio dei ministri.
«Il presidente Berlusconi – ha detto – concorda che quello è il testo e che è dannoso che se ne parli dando l’impressione che il governo faccia retromarcia. Questo è negativo. Per ora non c’è nulla di diverso».
«Se dovessimo discutere – ha detto, rispondendo a una domanda sull’iniziativa del ministro Alemanno – di tutti gli argomenti che un ministro solleva, anche non di sua competenza dovremmo riunirci tutti i giorni per otto ore al giorno. Non c’era motivo di parlarne, non se ne è parlato. Ne ho parlato invece con il presidente del Consiglio a margine. C’è preoccupazione per un dibattito virtuale. È d’accordo con me, il Consiglio dei ministri ha deliberato, è dannoso parlarne».
Infine Maroni ha definito le discussioni sull’ipotesi di un cambiamento alla delega da parte del Governo «una inutile forma di masochismo».
Quanto al merito della delega che, secondo lui, continua indisturbata il suo iter, il ministro ha annunciato che il governo è orientato a dare parere favorevole all’emendamento di Carmelo Morra (Forza Italia) sull’introduzione del «silenzio assenso» per il conferimento del Tfr nei fondi pensione. Infine, ha sempre detto il ministro del Welfare, «a partire dalla prossima settimana ogni giorno è buono per convocare i sindacati per esporgli la posizione finale del governo sulla delega previdenziale». Maroni ha detto di voler attendere la fine della illustrazione degli emendamenti in commissione e di voler «valutare insieme ai sindacati le proposte della commissione».
Quanto al ministro delle Risorse agricole, Gianni Alemanno, si è limitato a dichiarare la sua soddisfazione per la convocazione dei sindacati, con l’auspicio che questa volta, con Cgil, Cisl e Uil, venga convocata anche l’Ugl. E amen.
Il comune collega di entrambi i contendenti, Rocco Buttiglione, ha provato a far rientrare la protesta del ministro delle Risorse agricole, nel più vasto calderone del dibattito interno al governo, ma non si sa con quanta convinzione: «Alemanno? – ha dichiarato – Ripropone esattamente la posizione del governo che si è dimostrato aperto davanti ad un progetto migliorativo che ottiene lo stesso risultato, ma con un maggiore consenso sociale. Perché dovremmo impuntarci?».
Chi non prende per nulla bene tutta questa manfrina, sono i sindacati. «La piantino – ha dichiarato il leader della Cisl Savino Pezzotta – e andiamo tranquillamente alla verifica delle pensioni prevista per il 2005». Mentre il coordinamento dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si preoccupa perché il potere di acquisto delle pensioni è drasticamente diminuito, così – in una nota congiunta – ha deciso lo stato di agitazione e una manifestazione nazionale di protesta, da tenersi, con ogni probabilità, il 3 aprile.