Maroni media ma senza stralci

15/05/2002





Lavoro e Welfare – Il ministro illustrerà domani a Berlusconi il piano su ammortizzatori sociali e art.18
Maroni media ma senza stralci
In arrivo nel Dpef i nuovi incentivi (casa, figli) per le giovani coppie sposate

Lina Palmerini
ROMA – È pronta la nuova proposta che il Governo farà alle parti sociali sull’articolo 18. Lo ha annunciato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, che aspetta però l’imprimatur del presidente del Consiglio prima di riavviare il dialogo sociale. «Pur non avendo alcun obbligo di farlo – ha detto Maroni – stiamo studiando delle proposte che sottoporrò al premier Berlusconi giovedì e, se lui mi darà il via libera, le sottoporrò anche al sindacato. Ovviamente, non prevedono né l’azzeramento della delega, né lo stralcio dell’articolo 18. Questi sono i punti di partenza». Se Maroni, con questo annuncio, ha voluto riprendersi il primo piano e la titolarità del dialogo sociale, il vero snodo politico sarà l’incontro di domani con il premier. In questo appuntamento si decideranno i contenuti della proposta e quando convocare sindacati e imprese, se prima o dopo le elezioni amministrative. L’idea, a cui stanno ancora lavorando al Welfare, è di proporre alle parti una trattativa che comprenda ammortizzatori sociali, formazione e riforma dei licenziamenti: in attesa dell’accordo, il Governo s’impegnerebbe a rallentare i lavori parlamentari su quei punti della delega peraltro già messi in coda. Resta in piedi anche l’ipotesi del trasferimento su un altro testo legislativo mentre quel che è certo è che non ci sarà un nuovo disegno di legge sull’articolo 18 da varare in Consiglio dei ministri. Quest’ultima soluzione (perorata in alcuni ambienti sindacali) suonerebbe come una resa, cioè come uno stralcio delle attuali misure e su questo punto il premier non vuole cedere. «Se il sindacato – ha detto Maroni – si aspetta di essere convocato per sapere se il Governo toglie o no di mezzo l’articolo 18, l’abbiamo detto già in mille salse: l’articolo 18 rimane». L’incontro tra Maroni e il premier è decisivo anche per decidere se ci sarà una trattativa. Il timore di restare imbrigliati in un negoziato che non dia risultati ma nuovi scontri è molto forte in alcuni esponenti dell’Esecutivo. L’effetto boomerang del dialogo è un’esperienza già provata per rimetterla in campo senza la certezza di approdare a un accordo. Per questa ragione le diplomazie del Welfare lavorano non già solo alla proposta governativa ma al punto di caduta dell’intesa. Di certo, domani Berlusconi chiederà a Maroni se ci sono già i margini di un accordo prima di riaprire il rituale del dialogo. Al momento, nei colloqui informali, si ragiona su una riduzione delle tre fattispecie di deroga dell’articolo 18: sommerso e soglia dimensionale (15 addetti) sembrano le due ipotesi di compromesso più digeribili per il sindacato che chiede lo stralcio e per gli industriali che ritengono già timida questa riforma. Le risorse per i nuovi ammortizzatori sociali (circa 750 milioni di euro verrebbero previsti nel Dpef per rafforzare l’indennità di disoccupazione portandola a 12 mesi e al 60% dell’ultima retribuzione) sono la "moneta di scambio" insieme al fisco. Giulio Tremonti ha infatti un ruolo di primo piano nella gestione del dialogo. E, dalla trattativa aperta sulla riforma fiscale, sembra che Cisl e Uil abbiano già avuto rassicurazioni sulle loro richieste. Ma ieri Maroni ha soprattutto parlato di famiglia e delle risorse che verranno stanziate nel Dpef e nella prossima Finanziaria per aiutare le coppie sposate o che intendano farlo, oggetto di un’apposita proposta di legge. «Già dal prossimo Dpef e dalla Finanziaria 2003 intendiamo proporre un anticipo concreto a sostegno delle nuove famiglie come definite dalla Costituzione, ossia unioni fondate sul matrimonio». Il modello a cui ispirarsi, secondo Maroni che ieri ha presentato la giornata mondiale della famiglia, è quello «della Regione Lazio e della Lombardia» e intanto annuncia che è pronta la commissione «che dovrà definire il Libro Bianco del Welfare entro settembre-ottobre», incentrato sulla famiglia. Il pacchetto di interventi dovrebbe prevedere aiuti per i figli e per l’acquisto della prima casa ma sull’entità di risorse è ancora nebbia fitta. L’ultima parola, secondo il responsabile del Welfare, spetta pero al ministero dell’Economia. Maroni è anche ottimista sui dissensi sorti all’interno della maggioranza sulla proposta formulata dalla Lega di costituire dei cosiddetti «eros center».

Mercoledí 15 Maggio 2002