Maroni, linea soft sulle pensioni

11/07/2003

 
venerdì 11 luglio 2003 
Pagina 37 – Economia
 
 
Il ministro apre il consiglio informale Ue dei responsabili del Welfare
Maroni, linea soft sulle pensioni ma Solbes chiede riforme forti
          La Diamantopoulou ribadisce il suo no alla Maastricht della previdenza

          DAI NOSTRI INVIATI
          ETTORE LIVINI
          LUCA PAGNI

          VARESE – In politica interna si schiera «a difesa della legge delega contro il taglio delle pensioni con il solo obiettivo di fare cassa». Mentre a livello europeo è pronto a scendere in campo «per impedire all´ Ecofin di essere l´unica voce in capitolo».
          Roberto Maroni ha aperto ieri la due giorni dedicata al consiglio informale dei ministri del Welfare e del Lavoro della Ue riproponendo a livello continentale la posizione che la Lega ha già da tempo assunto anche in Italia: non lasciare il tema della previdenza in mano ai rigidi contabili delle finanza che «lo trattano solo in termini rigorosamente economici», ma affrontarlo «tenendo conto dell´impatto sociale della questione e delle differenze esistenti tra i paesi membri». Quasi una risposta a stretto giro di posta all´ennesimo affondo del Commissario Ue alle questioni economiche e monetarie Pedro Solbes tornato ieri a ribadire che «la riforma della previdenza è vitale e non va diluita». Lo ha fatto partecipando a un convegno della Luiss, da dove ha dichiarato che «è evidente come ulteriori misure potrebbero essere richieste in aggiunta alle riforme previste».
          La stessa posizione di Bruxelles sull´argomento è del resto articolata. Il Commissario agli Affari sociali, la greca Anna Diamantopoulou, si è schierata ieri a Varese al fianco di Maroni: «La previdenza – ha detto – resta una specificità nazionale, ma con il sistema del coordinamento aperto vogliamo dare una dimensione sociale alle pensioni e non solo di sostenibilità economica».
          Il che tradotto significa che all´interno della Ue può cominciare la discussione sulla riforma delle pensioni e dei sistemi delle salvaguardie sociale, ma tenendo conto delle diversità da paese a paese: «Attraverso un calendario e indicatori comuni – ha spiegato ancora Diamantopoulou – sarà possibile per ciascun paese presentare una relazione che verrà comparata con quella degli altri». I tempi? Calendario e indicatori comuni dovrebbero essere applicati entro il 2006.
          L´appuntamento di Varese è la prima occasione per dar forma al progetto. Il primo passo potrebbero essere proprio le conclusioni del nostro ministro del Welfare al convegno, destinate nei suoi propositi a dettare una serie di "linee-guida" per l´Europa delle pensioni. «Un progetto non vincolante come i parametri di Maastricht ma più vicino come filosofia al "processo di Lisbona" sull´occupazione». Mentre i temi da proporre sul tavolo del dibattito come possibili obbiettivi comuni potrebbero essere una «generale convinzione della necessità di alzare l´età pensionabile» ma anche la necessità di «garantire una pensione adeguata a tutti gli anziani, di favorire una politica per la famiglia e di spingere per incentivare la natalità».