Maroni: l’Europa ci chiede le riforme

25/02/2002





Il ministro annuncia: presto gli incontri con le parti sul nuovo �Statuto dei lavori� – Bene il plauso di Stoiber all’intesa Berlusconi-Blair
Maroni: l’Europa ci chiede le riforme
�Non vogliamo licenziamenti facili, ma assunzioni facili� – L’art. 18? �� tema di trattativa�
Lina Palmerini
(DAL NOSTRO INVIATO)

TORINO – � stato attento il ministro del Welfare a non fare passi falsi. Quel �no comment� alla proposta del premier di compensare il mancato reintegro con un’indennit� di due anni (vedi articolo a pag. 3), � stata proprio la presa di distanza che le parti sociali si aspettavano dal Governo dopo il rilancio del dialogo. �Non discuto di questa proposta – ha detto Roberto Maroni, al termine del convegno organizzato da Confindustria sulle relazioni industriali -. La palla ora passa alle parti sociali�. Un rinvio lungo, alla met� campo di sindacati e imprese, sapendo per� di dover rientrare in partita nelle fasi cruciali del negoziato, quando l’agenda riproporr� la discussione sull’articolo 18. �Abbiamo detto alle parti sociali di discutere e trovare un accordo su tutti i punti delle delega. Se sull’articolo 18 non si trover� un’intesa – ha detto Maroni – il Governo terr� conto delle proposte emerse dal dibattito e valuter� se ci sono argomenti convincenti per modificare le nuove misure. Una scelta che faremo in autonomia a dimostrazione che non si tratta di un dialogo truccato�. E di nuovo il ministro del Welfare non entra in gioco – �non c’� nulla di nuovo� aggiunge per spiegare meglio la sua posizione – e lascia al dialogo sociale il destino delle nuove misure sui licenziamenti. �Lo stralcio? Tutto � affidato al dibattito che ci sar� tra le parti, certo � che allo slogan "il Governo vuole licenziamenti pi� facili", diffuso in queste settimane dai sindacati, rispondo che noi vogliamo "assunzioni pi� facili". E poi lo scorso anno i reintegri sono stati 93, nelle altre vertenze i lavoratori hanno scelto l’indennizzo�. Il contro-slogan "assunzioni pi� facili", consente a Maroni di parlare del basso tasso di occupazione italiano, delle riforme che chiede l’Europa e della necessit� di rivedere le regole del mercato, anche riscrivendo lo Statuto dei lavoratori. Il Libro bianco e la delega-lavoro sono i passaggi della strategia del Governo sull’occupazione: �La Commissione europea, guidata da Romano Prodi, ha dato un giudizio positivo della delega-lavoro che contiene misure importanti sul collocamento, sul part-time, sulla formazione, sugli ammortizzatori sociali. Misure che si ritrovano anche nel documento sottoscritto dal premier laburista Blair e da Berlusconi, promosso da Aznar a cui guardano con interesse anche il Portogallo e la Grecia�. Alleanze che contano e non solo nel dibattito interno per accreditare la riforma dell’articolo 18. In ballo c’� tutto il modello sociale europeo: non a caso il ministro Maroni cita il candidato alle elezioni tedesche del 22 settembre, Edmund Stoiber. �L’appoggio che la politica della flessibilit� di Italia, Spagna e Gran Bretagna ha avuto dal leader della Baviera, Stoiber, assume per noi un’importanza centrale. E configura la possibilit� che a livello Ue possano essere cambiate le attuali regole�. L’unico vero asse in Europa � quello franco-tedesco, aveva detto nei giorni scorsi il premier Aznar. E proprio quest’asse � quello oggi messo in discussione dalle nuove alleanze europee, oltre che dal prossime votazioni. �� in atto – ha detto Maroni – un grande processo di cambiamento in Europa, noi dobbiamo guidarlo, non farcelo imporre�. E invece finora l’Italia ha solo seguito le danze, ubbidendo a un ritmo imposto altrove. � quello che � accaduto con la direttiva Ue sullo Statuto della societ� europea, che inserisce modelli di partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa. �Marted� avvieremo il tavolo di confronto con le parti sociali, � un tema di straorinaria importanza perch� per la prima volta verranno introdotti modelli partecipativi anche se solo per le societ� europee. � fondamentale avviare la discussione, anche perch� a Bruxelles stanno gi� pensando a una direttiva analoga per le aziende nazionali�. Insomma, avverte Maroni, se ci attardiamo sar� l’Europa a dirci cosa fare. Tempi pi� lunghi si prospettano invece per lo Statuto dei nuovi lavori, anche se gi� dalla prossima settimana il Governo scender� in campo. E su questo terreno, la concorrenza � anche nazionale, visto che l’opposizione da tempo ha elaborato prime proposte di riscrittura dello Statuto. �La prossima settimana – ha detto – riunir� una commissione tecnica che avr� il compito di eleborare prime proposte sullo Statuto dei nuovi lavori. � un tema che non si esaurir� in tempi brevi, ma � ineludibile per modernizzare il mercato del lavoro e dare tutele a chi non ne ha�. Qui rientra il tema dell’articolo 18: le nuove misure, per Maroni, servono a dare garanzie a chi non ne ha come i lavoratori sommersi, i precari, quelli che lavorano nelle aziende con meno di 15 addetti dove non si applica lo Statuto dei lavoratori. Ma la novit� � che la partita delle riforme e della flessibilit� ormai si sposta in Europa ben al di l� del recinto delle modifiche sull’articolo 18. Che potrebbero essere superate dal cambiamento di rotta che le nuove allenze stanno cercando di imprimere alla Ue.

Domenica 24 Febbraio 2002