Maroni: la decontribuzione non si tocca

17/03/2003



            Sabato 15 Marzo 2003
            NORME E TRIBUTI


            Maroni: la decontribuzione non si tocca


            ROMA – La decontribuzione è un «provvedimento sacrosanto» e il Governo reintrodurrà in sede di decreto legislativo la soglia del 3% tolta dalla delega nel corso dell’iter parlamentare: dunque «non cambierà nulla». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ribadendo che l’obiettivo del Governo è che la delega previdenziale venga approvata dal Parlamento entro giugno. «Quella sulla decontribuzione – ha detto Maroni – è una questione ancora aperta, come quella del conferimento obbligatorio del Tfr ai fondi pensione. I sindacati sono fortemente contrari a questa norma. Ma credo che l’opposizione alla decontribuzione, che è un provvedimento sacrosanto, è un problema che è stato caricato troppo di significati politici e ideologici». Il ministro ha quindi ribadito che il taglio dei contributi previdenziali per i neo-assunti non creerà alcun problema sul fronte dei conti pubblici e delle future pensioni e ha definito quello della Cgil «allarmismo a buon mercato». «Se la decontribuzione non funzionerà – ha spiegato – non succederà assolutamente niente. Se invece funzionerà, come auspichiamo, ci sarà un aumento dell’occupazione e dunque un aumento del gettito dell’Inps che non potrà che avere effetti positivi sia sui conti che sulle pensioni». Il ministro ha aggiunto che «il Governo in sede di decreto legislativo potrà reintrodurre la soglia del 3 per cento. Questa è la mia intenzione. Su questo tema rispetto alla delega non cambierà nulla». E i sindacati? «Se ci si confronta sul merito, sulle pensioni l’accordo è possibile», ha commentato Maroni, precisando che «una nuova guerra santa sarebbe inutile e dannosa innanzitutto per i lavoratori». «Certo – ha aggiunto – la posizione non può essere quella ideologica della Cgil, che fa allarmismo a buon mercato ed è contraria alla delega per principio. Mi pare che Cisl e Uil, invece, abbiano proposte alternative da fare, anche sul delicato capitolo del conferimento del Tfr ai Fondi pensione. Noi chiediamo loro di avanzarle e le valuteremo. Ma se si sceglie la strada di un’opposizione di principio, allora il Governo ritiene che i principi contenuti nella delega siano i più giusti». «Dobbiamo far partire la previdenza complementare – ha concluso Maroni – e per farlo bisogna garantire ai giovani uno schema pensionistico adeguato. Contiamo di fare approvare la delega entro giugno». Sugli enti, infine, il ministro ha reso noto che il Consiglio dei ministri ha nominato Amalia Ghisani presidente dell’Enpals e ha annunciato che presto saranno decisi anche i vertici degli altri enti. Per l’Inps, poi, Maroni ha annunciato una verifica sulle performance dell’Istituto: «Le sedi dell’Inps – ha spiegato – sono decuplicate negli ultimi anni, ma il numero delle pratiche lavorate è diminuito di un terzo. È chiaro che qualcosa non va».