Maroni invita le parti sociali a predisporre un piano alternativo

07/10/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
237, pag. 3 del 7/10/2003
di Teresa Pittelli

Roberto Maroni invita le parti sociali a predisporre un piano alternativo

Il governo pronto a mediare con i sindacati sulle pensioni. Almeno secondo l’appello lanciato ieri dal ministro del welfare, Roberto Maroni, che ha invitato le parti sociali a ´fornire un piano alternativo’. Un ultimo tentativo, quello del ministro, per scongiurare lo sciopero generale contro la riforma della previdenza varata dal governo, e già dalla prossima settimana all’esame della commissione lavoro del senato. Sciopero già proclamato da Cgil, Cisl e Uil per il prossimo 24 ottobre, e che ieri il vicepremier Gianfranco Fini ha definito ´un atto politico’.

´Mi pare che la riforma sia così graduale e attenta all’impatto sociale che non meriti uno sciopero generale’, ha spiegato invece Roberto Maroni, ´bensì una riflessione intorno a un tavolo su come migliorarla, garantendo lo stesso risultato economico’. Quanto alla lettera a tutti gli italiani annunciata dal premier, Silvio Berlusconi, Maroni ha chiarito che ´fa parte di una campagna di comunicazione che impegna tutto il governo’.

E anche gli altri esponenti di palazzo Chigi si dicono pronti a incontrare le parti sociali per trovare una soluzione sulla riforma che eviti la mobilitazione del 24 ottobre. A cominciare dal numero due, Fini, che ha garantito la disponibilità a discutere con le parti sociali su ´una maggiore flessibilità dell’entrata in vigore di una riforma che per il resto non tocca alcun diritto acquisito e garantisce un futuro pensionistico ai giovani’.

Anche per Antonio Marzano, ministro delle attività produttive, ´il governo è pronto a una nuova consultazione, ma le riforme vogliamo farle perché a chiedercelo è l’Europa’. Sulla proposta avanzata nei giorni scorsi dal leader della Cisl, Savino Pezzotta, di ritirare l’intero provvedimento sulle pensioni, in attesa di un nuovo accordo con le parti sociali, il governo non apre.

´È prematuro parlarne’, ha chiarito Marzano. Vista l’aria di scontro, però, il governo non può aspettarsi molto da questo appello.

Come risulta evidente dall’immediata reazione della Cgil, che per bocca di Marigia Maulucci ha risposto che ´non ci sono margini per alcuna trattativa, perché l’intervento è volto solo ad addossare il peso dei conti pubblici sui cittadini e i pensionati’.

- Maggioranza ´ricucita’. Nella maggioranza non ci sono orientamenti diversi sulla riforma varata venerdì scorso da palazzo Chigi attraverso un maxi-emendamento alla delega sulla previdenza.

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi su un freno alla riforma da parte di An e Udc, è stato ieri lo stesso Fini a negare che ´in qualche partito sia emerso un orientamento diverso da quello espresso dal consiglio dei ministri’. E questo nonostante ´An e Udc sarebbero favorevoli a una maggiore gradualità dell’entrata in vigore delle misure previdenziali’.

Confermano la fedeltà alla linea anche i ministri dell’Udc Rocco Buttiglione e Carlo Giovanardi, ridimensionando come ´osservazioni individuali’ gli emendamenti presentati dai colleghi di partito, Luca Volonté e Bruno Tabacci. La Lega, comunque, non ha rinunciato ad attaccare i due deputati centristi. Secondo Alessandro Cé ´si sentono corresponsabili del debito pubblico’.