Maroni in difesa della Covip

02/05/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
103, pag. 5 del 1/5/2003
di Alessandra Ricciardi



La posizione del ministero del welfare è stata recepita nel ddl di riforma.

Maroni in difesa della Covip

Stop alla promozione ad authority indipendente

Maroni difende la Covip e ne frena la promozione ad authority. La commissione di vigilanza sui fondi pensione dovrebbe restare con gli attuali poteri che però, alla luce della riforma Mazzella, non consentiranno più di qualificarla come ´istituzione pubblica indipendente’.

La scelta è stata fatta dal ministro del welfare, Roberto Maroni, che ha sottolineato la necessità di preservare le competenze della commissione di vigilanza, anche in vista della nuova disciplina del sistema pensionistico e in particolare del tfr, il trattamento di fine rapporto.

La posizione del ministero del lavoro è stata recepita nel disegno di legge di riforma delle authority, che dovrebbe ricevere il via libera definito del consiglio dei ministri il prossimo 9 maggio (si veda ItaliaOggi di ieri).

Alla Covip non spetteranno dunque i poteri confermativi che invece la riforma messa a punto dal ministro della funzione pubblica, Luigi Mazzella, prevede per tutti i garanti. Né si applicherà la nuova disciplina per la nomina dei garanti, il funzionamento degli organi, il reclutamento del personale dipendente, l’autonomia contabile e finanziaria e i poteri sanzionati e cautelari. Gli atti della Covip dovrebbero inoltre essere estranei alla ricorribilità, in unico grado di giudizio, presso il Consiglio di stato.

´Abbiamo consultato i ministri competenti’, ha chiarito Mazzella, ´per verificare le ragioni di un organismo indipendente per i vari settori. Fatta la scelta, alle autorità andranno tutti i poteri che sono connessi alle loro funzioni. Per la Covip, Maroni ha spiegato la necessità di preservare l’attuale assetto’.

LE ISTITUZIONI.I garanti sono definiti ´istituzioni pubbliche indipendenti’, agendo ´in posizione di piena autonomia, indipendenza di giudizio e terzietà’. Dovranno assicurare la tutela dei diritti e degli interessi primari in attuazione della Costituzione e dei trattati istitutivi europei. Svolgono ´interventi o determinazioni anche di regolazione, vigilanza, controllo e sanzionatorie anche in materie caratterizzate da un particolare complessità economica, giuridica e scientifica’.

Le autorità della riforma Mazzella sono il garante per la privacy, l’Antitrust, la Consob, l’Isvap, la commissione di vigilanza sugli scioperi, quella per i lavori pubblici. L’autorità per l’energia elettrica e il gas resta disciplinata dalla legge n. 481/95.

LA COMPOSIZIONE. Il consiglio di ogni autorità sarà composto da sei membri, nominati con decreto del presidente della repubblica a seguito dell’elezione da parte delle commissioni parlamentari competenti, a maggioranza dei due terzi. Il consiglio sceglierà al suo interno il presidente e tutti dureranno in carica per un periodo di sette anni. Non saranno immediatamente rieleggibili.

PROVVEDIMENTI CAUTELARI. Il ddl in discussione al consiglio dei ministri prevede che le authority possano assumere ´in via d’urgenza i provvedimenti cautelari anche inibitori, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti del provvedimento da adottare’.

Il provvedimento cautelare dovrà essere motivato rispetto al pregiudizio temuto. La sua adozione dovrà avvenire ´previa audizione della parti interessate’. In caso di urgenza, però, l’istituzione può procedere in via immediata, provvedendo successivamente a sentire gli interessati, ma comunque entro dieci giorni dall’assunzione della decisione.

LE SANZIONI. Le istituzioni possono, nel corso dell’istruttoria, chiedere informazioni o dati. I soggetti che si rifiutano oppure omettono di fornirli ´senza giustificato motivo’ sono sottoposti a una sanzione amministrativa pecuniaria, che va da tre mila a 18 mila euro.

La pena pecuniaria sale da 6 mila a 48 mila euro qualora si rendano informazioni o documenti non veritieri.