Maroni: il premier cambia gli accordi

03/06/2003

martedì 3 giugno 2003
 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
LA POLEMICA
Il ministro del Welfare: la delega previdenziale non prevede disincentivi

Maroni: il premier cambia gli accordi I sindacati: parole grottesche
          Pezzotta: "Se il governo pensasse a ripristinare la concertazione, nel Paese ci sarebbero meno scioperi e si produrrebbe meglio"
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Nel mirino di Berlusconi, questa volta, non la magistratura, non i giornali, ma i sindacati. Con due siluri: uno contro gli scioperi, l´altro contro le pensioni di anzianità. Berlusconi ieri ha detto che non si deve scioperare altrimenti si mette a rischio il buon andamento dell´economia e ha annunciato l´introduzione dei disincentivi alle pensioni di anzianità.
          Quest´ultima presa di posizione suscita anche la reazione del ministro del Welfare, Roberto Maroni, contrario ai disincentivi: «Sarebbe una modifica della delega, ma anche della posizione del governo: siccome la delega è sotto la mia responsabilità, la sua modifica deve passare attraverso la formalizzazione del consiglio dei ministri, deve avere un atto formale». Come dire: i disincentivi non erano nei patti.
          Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, ritorna sul problema della concertazione: «Se il governo ripristinasse in maniera stabile la politica delle concertazione e rinnovasse tutti i contratti pubblici forse in Italia ci sarebbe meno conflittualità e si produrrebbe meglio». Quella di Berlusconi sugli scioperi, per Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, «è una battuta di pessimo gusto e, al fondo, antidemocratica: il premier pare non aver capito quello che ha detto il governatore della Banca d´Italia sui problemi del Paese e sullo stato dell´economia». Quanto ai disincentivi, il segretario confederale, Morena Piccinini, osserva: «Se la delega non cambia e si inseriscono anche i disincentivi non ci resta che un conflitto pesante con il governo». Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, spera che Berlusconi, riferendosi agli scioperi, parlasse come imprenditore: «Quando scioperano i lavoratori perdono salario, il primo danno, dunque, lo subiscono loro. Lo sciopero è lo strumento estremo a disposizione di chi non ha ottenuto risposte per altre vie». Le dichiarazioni sui disincentivi? «Un addio alla collegialità chiesta da Maroni», commenta la Uil.
          L´opposizione è sulla stessa linea dei sindacati. «Le dichiarazioni di Berlusconi sono grottesche – dice Tiziano Treu, Margherita – dopo l´invito di Fazio a riflettere sul rischio di declino dell´economia lui si abbandona a chiacchiere da bar». Aggiunge Marco Rizzo, capogruppo Pdci alla Camera: «Anzichè pensare solo ai processi, Berlusconi dovrebbe ammettere gli errori suoi e dei suoi ministri». All´Ulivo non vanno giù neppure le parole sul deficit. «Mentre la Banca d´Italia ci dice che abbiamo un deficit sopra la soglia di sopportabilità – dice l´ex ministro Enrico Letta – la risposta di Berlusconi è più deficit. Quella di scorporare le spese per investimenti e cioè far stornare liberamente ai singoli Paesi voci di spesa dal computo del deficit è una proposta pericolosa e sbagliata». Anche per Pierluigi Bersani, Ds, la proposta di Berlusconi è «dannosa, superficiale, forse anche inopportuna».