Maroni: «Ho timori sul Tfr»

21/11/2005
    domenica 20 novembre 2005

    Pagina 53 – Economia

      Oggi vertice con Bossi. Il ministro: sì alle modifiche chieste da Berlusconi solo se compatibili
      Finanziaria, la Lega alza il tiro
      Maroni: "Ho timori sul Tfr"

        Storace e Tremonti: le norme sulla sanità non tolgono il diritto di curarsi dove si vuole
        Alemanno: "Riaprire il confronto con le parti sociali e gli enti locali"

          ROBERTO PETRINI

            ROMA – La Lega e An alzano il tiro sulla Finanziaria. A muoversi ieri, in vista della discussione del provvedimento alla Camera che inizierà martedì, è stato per primo il ministro per le Politiche Agricole Gianni Alemanno che ha chiesto di riaprire il confronto con due tavoli con le parti sociali e con gli enti locali prima del maxi-emendamento.
            Sulla proposta, necessaria per Alemanno per rendere la Finanziaria il più «condivisa» possibile, il ministro del Welfare Maroni è apparso freddo ma non l´ha esclusa. «Se il governo decide di mantenere l´impianto uscito dalla Camera il confronto è inutile», ha detto ieri. Scettici i sindacati che hanno giudicato la mossa «tardiva».

            Ma al di là dell´atteggiamento su questo passaggio la Lega sembra pronta ad aprire altri fronti. Maroni, ha annunciato per oggi un vertice con Bossi sulla manovra. In primo luogo il Carroccio esprime malumore per la nomina di Daniela Santanché (An) a relatrice alla Finanziaria. Il ministro ha spiegato che «in cinque anni non c´è mai stato un relatore della Lega».

            Un disappunto alimentato anche dal fatto che fino a pochi giorni fa si dava per scontato il conferimento dell´incarico al presidente della Commissione Bilancio, il leghista Giorgetti. L´altra questione che aleggia è il decreto sul Tfr in scadenza il 6 dicembre: Maroni ha detto che martedì, nella riunione del preconsiglio dei ministri, valuterà «se le modifiche alla riforma proposte da Berlusconi sono coerenti con la delega previdenziale e compatibili coi pareri delle commissioni di Camera e Senato» e ha avvertito che «ogni cambiamento del testo potrà avvenire solo nell´ambito dei paletti posti dalle commissioni parlamentari». A quanto si apprende la Lega teme modifiche alla «portabilità» del Tfr dai fondi contrattuali a quelli assicurativi privati oppure uno slittamento tale da far decadere la riforma. «Attendo fiducioso – ha proseguito Maroni – che il presidente del Consiglio porti la riforma del Tfr in Consiglio dei ministri, perché ormai spetta solo a lui decidere. Credo – ha concluso – che nessuno nel governo e nella maggioranza intenda far saltare una riforma del genere».

            Tra i nodi sollevati ieri da An e Lega c´è anche quello del bonus bebè oggetto, già nei giorni scorsi, della richiesta dell´Udc di una stabilizzazione fin dal primo nato a partire dal 2005-2006. Alemanno ha detto che An è «da sempre favorevole al ripristino del bonus bebè anche per il 2006». Maroni non ha forzato la mano ma ha osservato che «estendere il bonus al 2006 va bene, ma solo se resta per tutti i nati del 2005».

              Continua intanto a far parlare il «comma 203» della Finanziaria. «Inibisce ai cittadini del Sud la mobilità verso i servizi sanitari delle Regioni del centro-nord», ha detto ieri l´ex ministro della Sanità del centrosinistra Rosi Bindi. Alle critiche, anche delle Regioni che hanno definito la norma anticostituzionale, ieri hanno replicato il ministro della Salute Storace e quello dell´Economia Tremonti con una nota congiunta per spiegare che «la norma sulla mobilità sanitaria contenuta nella Finanziaria non toglie a nessun cittadino italiano il diritto di curarsi dove vuole».