Maroni firma il decreto entrano 33 mila stagionali

05/02/2002


MARTED�, 05 FEBBRAIO 2002
Pagina 20 – Interni
Immigrati, s� alle richieste degli agricoltori. Scattano le nuove misure
Maroni firma il decreto entrano 33 mila stagionali

ROMA — I lavoratori immigrati stagionali sono assolutamente necessari, se non si vuole che l’agricoltura vada in tilt e il settore alberghiero sia paralizzato. Se ne � convinto dopo le pressioni degli imprenditori e delle associazioni di categoria anche il ministro del Welfare, il leghista Bobo Maroni: ieri, ha dato il via libera all’ingresso di 33.000 extracomunitari stagionali.
�Ci saranno comunque alcune modifiche�, ha sottolineato il ministro Maroni, ribadendo che la normativa far� in modo che alla fine del contratto tornino subito nel loro paese d’origine. Mentre per quanto riguarda i flussi, ovvero la quota di lavoratori immigrati a cui ogni anno l’Italia apre le proprie frontiere, per ora non se ne parla. �Bisogna aspettare l’approvazione della nuova legge BossiFini sull’immigrazione, quindi ci sar� il decreto flussi, senza dimenticare che sono oltre 200 mila gli immigrati gi� iscritti nelle liste di collocamento, quindi vogliamo capire bene quel che succede�.
Soddisfatte la Coldiretti e la Confagricoltura sia perch� �sono stati rispettati gli impegni�, ma anche perch� il numero � quasi triplicato rispetto ai 13 mila stagionali preventivati solo una settimana fa da Maroni. Il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni illustra la statistica sui lavoratori stranieri in agricoltura: dal ’99 al 2000 sono aumentati del 15%, stesso trend nel 2001. Anche la Confapi rende noto ieri che il 80% degli imprenditori milanesi apprezza la manodopera extracomunitaria. Dal centrosinistra, Stefano Boco capogruppo dei Verdi al Senato commenta: �Dopo due mesi di tormentone, Maroni fa il suo dovere di ministro e la smette di paralizzare l’agricoltura e il turismo�. A Palazzo Madama il ddl andr� al voto mercoled� prossimo, mentre oggi in commissione Affari costituzionali sar� presentato l’emendamento per la minisanatoria delle colf: 3 mesi di contributi arretrati da pagare e l’accertamento che al 31 dicembre 2001 il lavoratore straniero era gi� in Italia.
Sulla stretta anti clandesini poi, interviene ieri il ministro della Difesa, Antonio Martino, rettificando: le navi da guerra saranno usate s� contro i clandestini, ma �la Marina non � una forza di polizia�. Le polemiche sulla decisione del governo di schierare la Marina militare per contrastare l’arrivo delle "carrette del mare" cariche di disperati, insomma continuano. Dopo il freno del ministro dell’Interno, Claudio Scajola all’idea del leader leghista e responsabile delle Riforme, Umberto Bossi di seguire l’esempio della Francia, cio� una �cannonata nella pancia della nave� una volta imbarcati su traghetti e rispediti a casa i clandestini, ieri � la volta di Martino. Che ha chiarito: �La Marina � una forza armata, non di polizia�.
(g.c.)