Maroni fiducioso: vicina l’intesa sulle pensioni

26/11/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Maroni fiducioso: vicina l’intesa sulle pensioni
    R.R.
    ROMA – « Credo che nel giro di una settimana o due al massimo avremo il testo concordato con le parti sociali». L’annuncio è del ministro del Welfare, Roberto Maroni, che respinge anche le diverse ipotesi di riforma sulla previdenza circolate in questi giorni. «Tutte le interpretazioni un po’ fantasiose verranno definitivamente superate», ha aggiunto respingendo anche le presunte divergenze e contrasti con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Sono tutte stupidaggini – ha detto Maroni -. Con Tremonti abbiamo lavorato insieme sulla proposta di riforma del sistema previdenziale. C’è pieno e totale accordo tra di noi». All’ottimismo del ministro del Carroccio i sindacati rispondono con molta prudenza chiedendo di nuovo al Governo un confronto su proposte scritte. «Aspettiamo l’appuntamento di lunedì», ha detto il numero uno della Cisl, Savino Pezzotta, presente insieme a Maroni al convegno delle Acli a Verona. «Vogliamo indicazioni precise per avviare il confronto sulle pensioni», ha ribadito il leader sindacale sottolineando che ormai il tempo stringe: il Governo dovrà infatti presentare la delega sulla riforma previdenziale il 15 dicembre. E avvertendo che previdenza, mercato del lavoro e fisco sono argomenti da affrontare tutti insieme. Continua la polemica invece sull’uso del Tfr per gli ammortizzatori sociali. «Si deve usare per fare i fondi di previdenza integrativa, punto e basta. Non è che i lavoratori possano pagare anche le imprese. Confindustria – ha detto Pezzotta – non può solo chiedere, cominci a dire ogni tanto cosa darà». Ma gli industriali replicano che si tratta di una polemica "finta". «È un falso problema – ha detto Nicola Tognana, vicepresidente di Confindustria – perché il ministro Maroni ha già dichiarato che non c’è nel documento del Governo. Dopo il chiarimento, quindi, il problema non esiste». Sulla questione Tfr ieri è intervenuto anche il viceministro per l’Economia, Mario Baldassarri: «Il Tfr è salario differito, sono soldi dei lavoratori. Quindi il lavoratore, mantenendo l’obbligo di risparmiare questo fondo, deve essere libero di scegliere di metterlo nei fondi pensione, aperti o chiusi, a sua discrezione». Baldassarri ha sottolineato che la libertà di scelta dei lavoratori «è il principio fondamentale: ogni altra ipotesi può essere una variazione sul tema, ma che crea più confusione che altro». E con chiarezza il viceministro di Tremonti ha ribadito che «l’ipotesi di affiancare la "seconda gamba", cioè i fondi pensione, è una necessità per dare forza, sostenibilità e certezze al nostro sistema pensionistico. Nelle condizioni italiane – ha concluso Baldassarri – non può che avvenire con il Tfr destinato ai fondi pensione».
    Domenica 25 Novembre 2001
 
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