Maroni e Alemanno: al più presto nuovi ammortizzatori e articolo 18

28/10/2004

              giovedì 28 ottobre 2004

              sezione: ITALIA-POLITICA – pag: 12
              Maroni e Alemanno: al più presto nuovi ammortizzatori e articolo 18
              MASSIMO MASCINI
              DAL NOSTRO INVIATO CAGLIARI • Deve essere approvato al più presto l’848 bis, il provvedimento che tra l’altro riforma gli ammortizzatori sociali e introduce una limitazione all’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo pensa il ministro al Welfare Roberto Maroni, che lo aveva annunciato già a Modena la scorsa settimana. E lo conferma Gianni Alemanno, ministro per le Politiche agricole. Quelle norme, hanno detto i due esponenti del Governo alla conferenza dei dirigenti amministrativi dell’Inail, fanno parte del patto per l’Italia, firmato nel luglio del 2002 da 36 parti sociali, tutte meno la Cgil: non si vede allora perché non lo si dovrebbe approvare in fretta. «Semmai — ha detto Alemanno — c’è da chiedersi perché quella norma non sia stata approvata subito».

              Maroni, nel sottolineare l’importanza di questo decreto, ha ricorda• to che anche la Confindustria, con le parole del vicepresidente Alberto Bombassei, la settimana scorsa a Modena, abbia confermato l’importanza per il mondo della produzione, di queste indicazioni sull’articolo 18. Quindi — ha detto — la riforma si fa». La sintonia tra i due ministri emerge del resto dalla meraviglia che ha mostrato Alemanno quando nel dibattito è tornato il tema dell’848 bis e dell’articolo 18. «Ma questa — si è chiesto il ministro — non è roba ormai alle nostre spalle? Il problema vero per noi non è certo questo — ha aggiunto — ma quello dello sviluppo e dell’equilibrio che deve avere la prossima fase di crescita. Perché il sindacato e la precedente Confindustria erano molto attente al discorso delle regole del mercato del lavoro, ma ora dobbiamo concentrarci e si devono concentrare le parti sociali sullo sviluppo».


              Anche sugli strumenti da utilizzare per lo sviluppo e in particolare sugli interventi sul sistema fiscale è emersa piena intesa tra i due esponenti di An e della Lega. Alemanno — ma Maroni ha poi concordato — ha teso a distinguere la tassazione sulle persone da quella sulle imprese. La riforma dell’Irpef è importante, ha detto, ma è operazione che attiene alla politica dei redditi, è redistribuzione. «E per questo — ha spiegato — a nostro avviso occorre privilegiare i redditi medio bassi e le famiglie, senza toccare le aliquote più alte, perché altrimenti cade la valenza in termini di politica dei redditi. Altra cosa invece l’intervento per lo sviluppo per il quale è necessario aggredire l’Irap, uno dei problemi più importanti per le piccole imprese, quelle che creano occupazione». Accordo anche per il futuro dell’Inail, che tutti lodano e il cui ruolo vorrebbero vedere accresciuto, non solo come istituto assicuratore, ma invece sempre più come consulente delle imprese, specie quelle minori, contro gli infortuni. Un ruolo che sarebbe utile per dare certezza e aiutare le imprese, ma che si può realizzare, come ha ribadito Giovanni Guerisoli, il presidente del Comitato indirizzo e vigilanza dell’Inail, in presenza di autonomia funzionale e finanziaria. Perché la premessa, lo hanno sostenuto anche il presidente dell’istituto Vincenzo Mungari e l’amministratore delegato Maurizio Castro, è sempre quella di un’estrema libertà di azione per gli enti, ma non sempre i Governi sono stati pronti a capire queste esigenze. Alemanno, per esempio, ha detto che il Centro-destra dovrebbe fare un po’ di autocritica per la disattenzione prestata verso la pubblica amministrazione. Ma ha promesso di cambiare strada.