Maroni: dialogo sulle pensioni

21/10/2003


21 Ottobre 2003
Maroni: dialogo sulle pensioni
Sindacati verso lo sciopero chiedono spazio in Tv
Roberto Ippolito

ROMA
Lo sciopero si avvicina. E il ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni tenta un riavvicinamento con i sindacati che venerdì 24 protestano contro la riforma delle pensioni: «Lo spazio per il dialogo c’è e l’abbiamo detto da subito» afferma Maroni.
Spazio che invece non c’è stato secondo la Cgil, la Cisl e la Uil dal momento che gli interventi per la previdenza sono stati decisi senza il confronto con le parti sociali. E proprio per spiegare le loro ragioni, le tre organizzazioni tentano (finora senza risultati) di ottenere una presenza nei programmi della Rai bilanciando gli interventi del governo di Silvio Berlusconi. Ne discute oggi il consiglio di amministrazione.
Parlando di dialogo, Maroni fa sapere che «la riforma è oggetto di miglioramento e di verifica con le parti sociali». E’ questo il motivo della non ancora avvenuta presentazione dell’emendamento contenente la riforma al disegno di legge delega sulla previdenza già all’esame del parlamento da due anni. L’emendamento, varato dal consiglio dei ministri, sarà formalizzato dopo lo sciopero.
Il ministro dice anche che la riforma, una volta legge, «potrà nell’arco di diciotto mesi essere modificata con il semplice accordo con le parti sociali senza procedere a una modifica legislativa». Maroni crede che «più disponibilità di così» non ci sia mai stata per nessuna riforma. Ma chiede «proposte alternative» poiché, sostiene, «finora abbiamo sentito solo niet, non va bene, non si fa oppure è sbagliato». Ieri ha preso parte a Lussemburgo al consiglio dei ministri europei del lavoro che ha confermato le indicazioni del consiglio europeo di Bruxelles: è di «competenza delle politiche nazionali» ammodernare i la previdenza, ma è possibile un «coordinamento aperto».
I sindacati stanno organizzando lo sciopero e cercano di avere visibilità. Dopo il messaggio a reti unificate di Silvio Berlusconi e l’intervento del ministro dell’economia Giulio Tremonti mercoledì scorso alla «Vita in diretta», hanno chiesto in un incontro con il presidente della Rai Lucia Annunziata e il direttore generale Flavio Cattaneo di poter comunicare anche le loro valutazioni.
Dare voce al sindacato «per la Rai dovrebbe essere un dovere istituzionale» spiega il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. «E’ un servizio pubblico, non può essere usato solo dal governo» fa notare il leader della Cisl Savino Pezzotta. «I cittadini italiani hanno il diritto di conoscere le diverse opinioni» aggiunge il numero uno della Uil Luigi Angeletti.
Ma per i sindacati l’incontro è stato deludente: non è stato previsto alcun programma con il loro intervento e non è stata chiarita la copertura informativa dello sciopero di venerdì dopo la bocciatura da parte del consiglio di amministrazione il 30 settembre scorso della proposta della Annunziata della diretta per la manifestazione sindacale. Quella proposta ha ottenuto quattro no (i consiglieri di centrodestra) e un solo sì (il presidente). Nella seduta di oggi le richieste sindacali di adeguata informazione avranno la stessa risposta?
Ieri le diversità di vedute fra la Annunziata e Cattaneo è risultata netta. Per il presidente c’è stato finora uno squilibrio nell’informazione della Rai sulla riforma delle pensioni; pertanto la richiesta di un riequilibrio da parte dei sindacati è legittima. Cattaneo invece rimanda alle norme sull’informazione politica, con l’attribuzione del 33% degli spazi a governo, maggioranza e opposizione e sostiene che le dirette sono riservate a «momenti istituzionali» e grandi avvenimenti di cronaca.
L’impostazione del direttore generale per i sindacati non è corretta in quanto le forze sociali non possono rientrare nel calcolo di spazi riservati alle forze politiche. I sindacati vorrebbero poi poter essere presenti da soli in televisione: «Noi abbiamo chiesto spazi possibili e non sempre in contraddittorio. Lo fanno i ministri, non vedo perché non dovremmo farlo noi. Vorrei parlare serenamente esprimendo la posizione del sindacato».
Nell’incontro di ieri è stato ipotizzata una puntata della «Vita in diretta» con almeno uno dei segretari confederali e una puntata di «Porta a porta» però con altri ospiti. A Cattaneo che parlava della presenza già avvenuta su Rai3, Angeletti ha risposto: «Io non guardo Rai3».
Anche il presidente della commissione di vigilanza Rai Claudio Petruccioli, in risposta a una lettera dei capigruppo parlamentari dell’opposizione, concorda sul fatto che le forze sociali e l’opposizione «possano esprimersi con l’evidenza e lo spazio di cui ha usufruito il governo».