Maroni: “Delega chiara o cediamo al veto Cgil”

12/03/2002


MARTEDÌ, 12 MARZO 2002
 
Pagina 4 – Economia
 
IL RETROSCENA
 
Il ministro del Welfare chiede al governo "un mandato preciso"
 
Maroni: "Delega chiara o cediamo al veto Cgil"
 
 
 
 
ENRICO ROMAGNA-MANOJA

ROMA – "Caro Silvio, caro Gianfranco: dobbiamo prendere una decisione molto semplice. O andiamo avanti con questa riforma, timida e moderata, del mercato del lavoro e sfidiamo i sindacati sui fatti, dimostrando, cioè, che creeremo nuova occupazione invece dei licenziamenti selvaggi di cui parlano; oppure decidiamo un dietrofront più o meno onorevole che consentirà a Cofferati di affermare il suo diritto di veto e di dire: vedete, non c´è nulla che il governo possa fare che la Cgil non voglia".
Quando ha pronunciato, ieri sera, queste parole rivolgendosi al presidente e al vicepresidente del Consiglio, Roberto Maroni – racconta un partecipante al lungo vertice notturno a casa Berlusconi – aveva l´aria grave. "Sia chiaro – ha detto il ministro del Welfare – che io sull´articolo 18 non sto conducendo una battaglia personale: a voi chiedo solo un mandato chiaro, sui contenuti e sui tempi della proposta che dovremo presentare alle parti sociali. Stasera dobbiamo prendere una decisione politica, non tecnica: dobbiamo, cioè, verificare se c´è una maggioranza che vuole andare avanti lungo la strada che abbiamo indicato; se, invece, questa maggioranza non c´è, io mi fermo".
Ai leader della Casa delle Libertà e al ministro dell´Economia Giulio Tremonti, Maroni non è sembrato preoccupato di restare con il cerino in mano, schiacciato tra chi teme lo sciopero generale e chi non vuole cedere al "ricatto di Cofferati".
"Mi è sembrato molto sereno. Ci ha chiesto una decisione politica, non ci ha consegnato nuovi articolati della delega ma ha più volte ribadito che, secondo lui, lo stralcio dell´art. 18 sarebbe un errore" racconta un altro partecipante al vertice. Il ministro del Welfare – dice – ha dato atto ai centristi di Marco Follini e alla Destra sociale di AN di aver tentato in ogni modo una mediazione trovando un accordo separato con la Cisl ma – ha aggiunto – "mi sembra che questi sforzi non abbiano prodotto risultati perché il pressing di Cofferati su Pezzotta è troppo forte, non gli ha lasciato lo spazio di muoversi".
Maroni – racconta un segretario della maggioranza anche lui seduto al tavolo della cena di Palazzo Grazioli – "non ha posto aut-aut al governo".
"Possiamo decidere – ha detto – se mantenere tutte le deroghe all´art. 18, se ridurne il numero o cancellarle del tutto; possiamo decidere una pausa di riflessione per far scendere la febbre delle polemiche; possiamo anche continuare a cercare una strada che piaccia alla Cisl e non alla Cgil. Ma non eviteremo il problema di fondo che è quello di decidere se vogliamo andare avanti o meno lungo la strada che abbiamo tracciato e che è in linea con le indicazioni di Bruxelles".