Maroni corregge Berlusconi “Non serve toccare le pensioni”

04/11/2002


 
DOMENICA, 03 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 29 – Economia
 
Il ministro: Inps in avanzo (2,1 miliardi), nessun intervento sull´anzianità, né in Finanziaria né dopo
 
Maroni corregge Berlusconi "Non serve toccare le pensioni"
 
 
 
La Cgil sul maxi-emendamento: non migliora la situazione per il Mezzogiorno
"Risorse insufficienti, credito di imposta solo per le imprese già avviate, bonus ridotto"
 
ROBERTO PETRINI

ROMA – Il ministro del Welfare Maroni sbarra la strada ad una eventuale riforma delle pensioni più volte prudentemente evocata da Silvio Berlusconi nei giorni scorsi. «I conti Inps (che indicano un avanzo di 2,1 miliardi nel 2002 ndr.) confermano che non c´è necessità neppure di fare cassa sulle pensioni di anzianità né nella Finanziaria né dopo», ha detto il leghista titolare del dicastero.
Intanto la Cgil boccia il maxiemendamento. Una nota diffusa ieri dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani afferma che «il governo con il maxiemendamento ha accolto solo le proposte di Confindustria». La Cgil ribadisce le critiche sul metodo ma è sul merito delle misure che il tono dei rilievi sale: le correzioni introdotte dal governo cambiano «ben poco», dice la nota della Cgil; le risorse non sono sufficienti a risolvere i problemi del Sud; il bonus occupazione è un «imbroglio» che garantisce finanziamenti solo per il 2003; il credito d´imposta beneficerà solo le imprese già avviate. Duro anche il giudizio complessivo sull´intesa di giovedì: «Le critiche espresse, oltre che da noi anche da parte delle organizzazioni dei commercianti e degli artigiani, evidenziano la crisi politica del Patto per l´Italia», sottolinea la Cgil.
Nel mirino della Cgil soprattutto il bonus occupazione: si nota che la proroga al 2006 è solo apparente. Si avrà infatti un tetto di utilizzo di 300 milioni di euro all´anno dal 2003 al 2006 ma le risorse potranno essere utilizzate solo nel primo di questi anni perché i nuovi assunti (pari a 96 mila) impegneranno i finanziamenti anche per gli anni successivi. Alla Cgil ha replicato ieri il ministro del Welfare Maroni: «Sinistra e Cgil si mettano d´accordo perché i capigruppo della sinistra dicono esattamente il contrario».
Con il varo del maxi emendamento che da domani debutta in aula alla Camera i problemi non sono tuttavia risolti con l´aggravante della ricerca di nuovi fondi per il terremoto («Il ministero dell´Economia sta valutando le risorse», ha detto Maroni). Il relatore Alfano ha assicurato ieri che Montecitorio «non tratterà i condoni ma secondo la Confesercenti i 6 miliardi che governo pensa di rastrellare con i concordati sono un «miraggio».
L´esame alla Camera, dopo la presentazione di 4.000 emendamenti, resta a rischio. Il leghista Giorgetti ha fatto sapere di temere nuovi emendamenti da parte della maggioranza e sembra che Berlusconi sia intenzionato a mettere un filtro assai severo alle modifiche. Sul tavolo anche la questione delle Regioni per le quali si annunciano modifiche: tuttavia la norma che congela anche l´Irap (oltre all´Irpef regionale) rende ancora più complesso il quadro e le autonomie locali si riuniranno in settimana a Roma per protestare.