Maroni concede 18 mesi di tempo per trovare alternative ai 40 anni

29/10/2003

 

mercoledì 29 ottobre 2003
 
Pagina 7 – Economia
 
 
IL PROGETTO
Incentivi, innalzamento dell´età e tetto agli assegni d´oro: ecco l´emendamento del governo

Maroni concede 18 mesi di tempo per trovare alternative ai 40 anni
          Ma per le modifiche necessari effetti finanziari equivalenti
          PAOLO GRISERI


          ROMA – L´emendamento c´è ma si può modificare. Sulle pensioni il governo gioca la carta del provvedimento «aperto» per tentare di stemperare la tensione con i sindacati. «Entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della delega – si legge nel testo presentato ieri – il governo è delegato a emanare decreti legislativi in seguito ad eventuali proposte delle parti sociali intese a indicare soluzioni alternative». Nel documento sono fissati limiti precisi alle eventuali «soluzioni alternative». Ogni modifica dovrà avere «effetti finanziari complessivamente equivalenti» al provvedimento proposto oggi, non aumentare le differenza tra i diversi regimi pensionistici e agevolare le lavoratrici madri e gli addetti ad attività usuranti. In ogni caso non potrà essere modificato il limite dei 40 anni di anzianità per i lavoratori più giovani che abbiano maturato almeno un anno di versamenti pensionistici tra i 14 e i 19 anni di età.
          Per il resto l´emendamento governativo ricalca le linee presentate il 3 ottobre scorso al Consiglio dei ministri. A partire dal 1 gennaio 2008 le pensioni di anzianità potranno essere erogate solo con 40 anni di contributi o 65 anni di età per gli uomini (60 per le donne). Nulla cambia invece per coloro che riusciranno ad ottenere i requisiti previsti dalla riforma Dini entro il 31 dicembre 2007. Chi volesse andare in pensione con meno di 40 anni di contributi dopo il 2008 potrà farlo con almeno 35 anni di versamenti (e 57 anni di età) ma vedrà ridursi la pensione che sarà calcolata tutta con il sistema contributivo. Il limite dei 40 anni sparirà invece per chi ha ottenuto i versamenti in base al solo sistema contributivo.
          Il meccanismo degli incentivi per non andare in pensione sarà introdotto solo per i dipendenti delle aziende private e non per quelli pubblici. Recita infatti l´emendamento: «I lavoratori del settore privato che, pur avendo i requisiti per il pensionamento, continuano a lavorare, potranno ricevere in busta paga tutto il monte contributi». Il superbonus sarà esentasse. Infine per le pensioni d´oro verrà fissato un «massimale» equivalente a un milione di vecchie lire lorde al giorno (516,46 euro al giorno, oltre 15.000 al mese). Oltre questo tetto le pensioni maturate con il sistema obbligatorio pubblico non verranno pagate. Quel che si risparmia, aveva garantito nelle scorse settimane il ministro Maroni, verrà utilizzato «per finanziare le politiche sociali». L´intero sistema pensionistico verrà verificato «entro il 30 giugno 2007 con le organizzazioni sindacali».