Maroni: ci sono i fondi per la previdenza

17/01/2005

    domenica 16 gennaio 2005

      SI PARTIRA’ A LUGLIO CON I TRATTAMENTI INTEGRATIVI, MA I SINDACATI NON CREDONO ALLE RISORSE
      Maroni: ci sono i fondi per la previdenza

        ROMA
        La previdenza complementare potrà partire dal prossimo luglio. In vista del vertice di martedì con le parti sociali, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha assicurato che il nodo delle risorse è stato sciolto e che non esiste più un problema in questo senso. Ma, per i sindacati, c’è il rischio che il 2005 possa essere un altro anno perso, se i soldi saranno insufficienti.

          «Nel vertice di maggioranza – ha spiegato il ministro – si è deciso che le risorse ci sono nella stima che abbiamo fatto per coprire la riforma: 20 milioni nel 2005, 200 milioni nel 2006 e 500 milioni a partire dal 2007. Questi fondi è stato un mio compito trovarli, adesso concentriamoci sulle modalità di attuazione per sciogliere i nodi». Ricordando che le risorse dovranno essere impiegate per compensare le imprese per la perdita del Tfr, Maroni ha detto che «se si mantengono i tempi previsti sarà possibile dai primi di luglio dare il via alla previdenza complementare».

            Per il 2005 le risorse saranno inserite nel pacchetto sulla competitività o in un altro provvedimento e per il 2006, come prevede la legge, nel Dpef e nella Finanziaria. Ma per partire ha insistito Maroni: «Basta che siano messe a disposizione prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo previsto entro giugno».

              Quanto agli altri nodi da affrontare, secondo il ministro, la scelta del fondo non può che spettare al datore di lavoro «se il lavoratore sta zitto». «Ci sono alcune forme alternative tra loro: fondi negoziali, regionali, fondi aziendali se ci sono che per la legge sono equivalenti. So che su questo ci sono alcune obiezioni da parte dei sindacati le ascolterò martedì insieme ad eventuali proposte alternative di cui terremo conto prima di scrivere il decreto».

                Ma i sindacati insistono sulla necessità che siano somme sufficienti per consentire sul serio il decollo, quest’anno, della previdenza complementare. Cgil, Cisl e Uil rinnovano le loro critiche alle linee generali del decreto legislativo che gli sono state inviate nei giorni scorsi e dalle quali, fanno rilevare, emergono – «evidenti contrasti» con la stessa legge di riforma previdenziale. I sindacati lamentano come nel recente incontro a palazzo Chigi sulla competitività non ci sia stata, anche su questo punto, un’indicazione da parte del governo. «Senza risorse, anche il 2005 sarà un anno perso per l’avvio della previdenza integrativa», ha detto il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta.