Maroni avverte: avanti tutta sulla delega previdenziale

10/12/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
292, pag. 3 del 10/12/2003
di Luigi Berliri

Alla vigilia dell’incontro con i sindacati ribadita la linea dell’esecutivo.
Maroni avverte: avanti tutta sulla delega previdenziale

´Il governo andrà avanti, su questo non ci piove’. Roberto Maroni, alla vigilia dell’incontro con i sindacati sul tema delle pensioni, ribadisce che l’esecutivo non cambierà linea. ´Sono ottimista sull’esito della riforma, non sono né ottimista né pessimista sull’incontro di domani (oggi per chi legge, ndr)’. La riunione con le confederazioni ´sarà presieduta da me, Fini, Tremonti e Letta’, ha aggiunto ieri il ministro per il welfare. ´Non so ancora cosa vogliono, vedremo’. Non chiude al dialogo, ma neppure lascia la porta spalancata Maroni, che oggi vede i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, questo pomeriggio a palazzo Chigi, per cercare di chiudere sulla riforma. Un incontro al quale i sindacati andranno compatti, forti anche dell’appello del presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rivolto al governo, a non interrompere il dialogo sociale.

Ma alla vigilia della trattativa le speranze che si giunga a un accordo sono fievoli. I due schieramenti, benché disposti su alcuni punti a trattare, su alcune questioni cruciali rimangono fermi sulle proprie posizioni. Il requisito anagrafico per l’uscita dal mercato del lavoro rimane il vero terreno di scontro con i sindacati. Sul fronte del requisito contributivo, invece, il governo ha dimostrato la sua disponibilità a trattare, stabilendo una gradualità per l’introduzione della quota 40 anni di contribuzione a partire dal 2008. Il governo è, poi, disponibile a rivedere il meccanismo di trasferimento obbligatorio del tfr ai fondi pensione che diventerebbe invece volontario con la formula del silenzio-assenso del lavoratore e ad aprire alla proposta, alternativa alla decontribuzione, fatta a suo tempo dai sindacati: fiscalizzare, cioè, alcuni oneri impropri come gli assegni familiari. Non mancano tuttavia segnali di distensione. ´Sono convinto che la proposta di riforma previdenziale del governo possa essere modificata e che ci sia un terreno di effettivo incontro per risolvere i nodi su questo argomento’, ha rilevato il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno (An), che si è detto convinto che ´c’è un modo per rendere meno socialmente onerosa questa riforma. E per realizzare questo fine ritengo che l’emendamento del governo non deve essere il muro del dialogo tra governo e sindacati’. Secondo Alemanno ´domani e nei successivi incontri a palazzo Chigi bisogna trovare un’intesa sui contenuti. Nessuna delle due parti deve rimanere bloccata sul terreno procedurale. L’importante è vedere se c’è un terreno d’incontro e io credo che se si mettono insieme diversi problemi tra welfare e sviluppo la proposta del governo può essere modificata e che esista un terreno di effettivo incontro’. E sul tema delle pensioni è intervenuto il ministro delegato al commercio estero, Adolfo Urso (An), che ha avvertito le parti sociali che la maggioranza ´è sempre disponibile al dialogo con le forze sociali, tanto più su un tema così importante come quello delle pensioni. Siamo disponibili al confronto sulla delega ma anche su proposte alternative’, ha aggiunto, ´purché queste raggiungano gli stessi obiettivi indicati dal governo. Non mi pare però’, ha sottolineato, ´che simili proposte ci siano’. Urso ha poi avvertito i sindacati che non saranno accettati ´veti né diktat né posizioni pregiudiziali sulla proposta da noi avanzata: insomma’, ha concluso, ´vogliamo che anche i sindacati siano disponibili ad ascoltare le nostre proposte’. È per la linea dura il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato. ´Le riforme sociali vanno fatte avverte’, ha detto, ´la proposta che i sindacati stanno da tempo ventilando bisogna che si traduca in fatti e non rappresenti solo una tattica dilatoria. Bisogna entrare nel merito’.