Maroni apre uno spiraglio sull´articolo 18

25/02/2002
La Stampa web








(Del 24/2/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
Maroni apre uno spiraglio sull�articolo 18
I sindacati e gli industriali bocciano il �risarcimento� di Berlusconi

TORINO

L�occasione era ghiotta: mettere allo stesso tavolo i principali protagonisti del duello sull�articolo 18, mescolare, agitare, e vedere che succede. Dopo il confronto al convegno di Confindustria tra i leader sindacali, Confindustria e il ministro del Welfare Roberto Maroni, per�, le cose non cambiano: tutti mantengono le distantissime posizioni iniziali. Sulla riforma dei licenziamenti, oggetto della delega del governo, raggiungere un�intesa tra le parti sociali sar� un compito davvero improbo. Se c�� invece una cosa che mette d�accordo proprio tutti, � il corale �no� alla proposta del presidente del Consiglio Berlusconi, che ha parlato di sostituire il reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa con un risarcimento economico, pari a 24 mensilit� di stipendio. Anche se ieri da Palazzo Chigi si � precisato che �si trattava soltanto di un esempio�, per adesso pare proprio che quella di un aumento del risarcimento sia una strada chiusa. Sulla �proposta� Berlusconi, il ministro Maroni si chiude dietro a un �no comment�: �la parola passa alle parti sociali�. Per Confindustria, Antonio D�Amato dice che i sessanta giorni di trattativa �possono utilmente essere impiegati per approfondire elementi che ci auguriamo portino a un maggiore consenso sulle riforme da realizzare. Il governo per� non deve intervenire ponendo altre questioni sul tavolo e lasciarci fare la verifica�. �Se il presidente del Consiglio tacesse – afferma il numero uno della Cisl Savino Pezzotta – farebbe bene a s� e alla trattativa che deve iniziare�. Per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, �quella di Berlusconi non � una proposta e quindi non c’� nulla da dire. In ogni caso � assolutamente improponibile una compensazione di 24 mesi per chi subisce un licenziamento�. Drastico Sergio Cofferati: �La dignit� dei lavoratori – dichiara – non si paga con i soldi�. Dalla tavola rotonda emerge dunque un quadro di irrigidimento, che appare di cattivo auspicio per il negoziato tra le parti sociali, che inizia marted� soltanto in sede tecnica. Cgil, Cisl e Uil confermano il loro decisissimo �no� a ogni modifica della normativa sui licenziamenti, che invece � rivendicata come utile e necessaria per creare occupazione dal direttore generale di Confindustria Stefano Parisi. Sergio Cofferati, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti ieri hanno attentamente evitato ogni riferimento polemico alle scelte dell�altro, e in questa chiave va letta la decisione di �rinviare a data da destinarsi� la programmata riunione unitaria di domani. Quasi un voler evitare di drammatizzare divergenze fin troppo evidenti e palesi, con la Cgil che ha gi� indetto iniziative di lotta, una manifestazione nazionale e uno sciopero generale che Pezzotta e Angeletti non possono certo condividere. Cofferati afferma che �� un errore trattare, visto che materia della trattativa � la delega sul lavoro, licenziamenti compresi. Non ho mai detto di non essere disposto a trattare, ma non intendo trattare per peggiorare i diritti esistenti dei lavoratori�. Savino Pezzotta gli replica indirettamente che �un sindacalista non deve mai sottrarsi al confronto. Ho trattato anche quando, da segretario del tessili, l�azienda metteva sul piatto migliaia di licenziamenti. Si tratta finch� si pu�, quel che non si tratta si contrasta. Io non cedo nulla sull�articolo 18 e sono sicuro di convincere Maroni che ho ragione�. Modestissime �aperture� sembrano arrivare da Luigi Angeletti, che spiega che eventualmente, potrebbe avere senso cancellare il reintegro dei licenziati per le piccole imprese o nel Mezzogiorno. Qualcuno interpreta come apertura anche una frase del ministro del Welfare Maroni, che dice che �� possibile tutto: ascolteremo le ragioni di chi partecipa, e anche se non ci sar� un accordo tra le parti valuteremo se ci saranno tesi convincenti nel modificare la delega. Anche sull�articolo 18�. Ma Maroni, subito dopo chiarisce, difendendo la bont� della sua delega: �Non vogliamo licenziamenti pi� facili, ma assunzioni pi� facili�. E sullo sfondo c�� il duello tra Cofferati e D�Amato, senza esclusione di colpi. Il leader degli industriali, nel suo intervento, dedica al rivale, seduto in prima fila, molte stoccate: �chi lancia campagne ideologiche non � all’altezza del dialogo sociale�. Replica Cofferati ai giornalisti: �io rispetto i miei interlocutori, non sempre accade il contrario. Ma questa non � una novit�.

Roberto Giovannini