Maroni alle casse private: la riforma tocca anche voi

11/11/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
267, pag. 3 del 11/11/2003
di Claudia Morelli e Teresa Pittelli

Il ministro del welfare è tuttavia disposto a discutere proposte alternative.
Maroni alle casse private: la riforma tocca anche voi

Il governo non torna indietro sull’estensione della riforma delle pensioni alle casse privatizzate. Ma è disposto a discutere proposte alternative, che rispettino la necessità di una riforma strutturale e in linea con le indicazioni di Bruxelles. ´Di cancellazione delle norme non si parla proprio. Poi una legge dello stato, lo dice anche la riforma Dini, può intervenire sugli istituti privatizzati, senza che questo significhi lesione della loro autonomia e indipendenza’, ha spiegato a ItaliaOggi Roberto Maroni, ministro del welfare.

La querelle con l’Adepp, l’associazione delle casse professionali, è nota: i professionisti non hanno digerito quella parte del maxiemendamento alla delega previdenziale, all’esame della commissione lavoro del senato, che innalza a 40 anni di anzianità contributiva o a 65 di età (60 per le donne) i requisiti minimi per andare in pensione. Pensione per la quale la riforma Maroni chiede alle gestioni di fissare anche tetti massimi, non inferiori ai 15 mila euro al mese. Tutte previsioni incompatibili, secondo l’Adepp, con i sistemi privatizzati che, per fare un esempio, già prevedono il requisito minimo dei 65 anni, sia per uomini che per donne. Maurizio De Tilla, presidente Adepp, accoglie la disponibilità del ministro, ma ricorda di aver trasmesso un pacchetto di proposte e una richiesta di incontro. ´Quelle norme peggiorano i nostri conti’, insiste De Tilla.

Per il resto, Maroni ha anticipato che sulle pensioni il governo è pronto a una campagna informativa a tamburo battente, dopo il messaggio di Berlusconi a reti unificate. Quanto ai rapporti con i sindacati, ha mostrato tranquillità: ´Oggi la situazione è diversa rispetto a quella dell’articolo 18. La maggioranza è compatta sulla riforma. Il confronto con i sindacati ci sarà, ma spetta al premier convocare le parti sociali’, ha spiegato. Sulla sicurezza del lavoro, Maroni ha annunciato un provvedimento con l’istituzione di un commissario straordinario contro il lavoro nero, con poteri di coordinamento con le forze dell’ordine. E ´nuove iniziative per potenziare la dotazione organica degli ispettori, oltre che la delega di attuazione della legge Biagi sulla vigilanza’.

In mattinata, il ministro aveva illustrato i dati sull’impiego in Italia delle risorse del Fondo sociale europeo: al 30 giugno sono state impegnate nei progetti a vantaggio dell’incremento della occupazione il 50% dei 16 miliardi di euro in dotazione all’Italia (compreso il cofinanziamento nazionale) e a spenderne il 21%.