Maroni: «Alla Covip pieni poteri»

21/03/2005
    domenica 20 marzo 2005

    sezione: NORME – pagina 19

    Il ministro conferma le richieste per Tfr e fondi pensione Fari puntati sull’Inpgi
    Maroni: «Alla Covip pieni poteri»

      MARCO BELLINAZZO

        ROMA • Alla Covip va restituito il ruolo di authority della previdenza complementare, assegnatole dalla riforma delle pensioni.
        Il ministro al Welfare, Roberto Maroni, ha ribadito ieri la necessità che il Senato corregga, in sede di approvazione del disegno di legge sul risparmio, quanto votato alla Camera, riconsegnando alla Covip i poteri definiti dalla delega previdenziale.

        Non solo, quindi, il controllo sulla stabilità dei fondi ma anche la competenza in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali, trasferita alla Consob dopo il voto a Montecitorio.

        « Entro mercoledì, quando è previsto l’incontro con i sindacati — ha sottolineato Maroni — devo sciogliere la questione riguardante la funzione e il ruolo di Covip.

        Sono convinto che ci deve essere un regolatore unico del risparmio previdenziale e che debba essere Covip » . Maroni ha annunciato che, al tavolo con le parti sociali, illustrerà « le proposte finali su Tfr, silenzio assenso, portabilità, equiparazione, fondi chiusi e fondi aperti e prodotti assicurativi » .

        Il titolare del Welfare ha aggiunto che « da qui a mercoledì o avrò la garanzia dal presidente del Consiglio che il provvedimento sul risparmio al Senato modifica l’errore fatto e allora ritorniamo alla previsione iniziale, cioè fondi aperti, fondi chiusi e forme individuali, oppure per queste ultime, per quanto mi riguarda ( ed è questa la proposta che farò) non sarà possibile aderire utilizzando il Tfr perché sono sotto il controllo di Isvap e non di Covip » .

        A proposito dei « prodotti assicurativi » , il ministro ha precisato di aver usato questo termine « e non previdenza complementare fatta dalle assicurazioni, proprio per distinguere i fondi dove potrà essere indirizzato il Tfr e quelli che il lavoratore potrà comprare con il proprio reddito, non utilizzando il Tfr » .

        Maroni ha inoltre voluto chiarire che « tutto ciò che è al di fuori del controllo e della regolazione di Covip non può essere inteso come fonte previdenziale a cui dirottare il Tfr.

        Il lavoratore può investire il proprio stipendio come vuole, comprando una Ferrari, una Maserati o una moto, ma se parliamo di Tfr dobbiamo garantire al lavoratore un investimento non speculativo, regolato, che renda, perché stiamo parlando della sua pensione. Tutto ciò è possibile se questi prodotti sono governati da Covip. Questa è la mia convinzione » .

        Per Maroni è dunque impossibile pensare di « aderire a forme previdenziali individuali utilizzando il Tfr, perché mi impedisce di garantire al lavoratore che lo smobilizzo del suo Tfr sia un fondo che ha certe caratteristiche e dà certe garanzie. Altre cose sono importanti ma non costituiscono un problema nel confronto con le parti sociali ».

        Maroni ha lasciato, tuttavia, intendere che si aspetta una rassicurazione dal presidente del Consiglio sulla modifica del provvedimento sul risparmio al Senato.

          Sempre in tema di pensioni, ma affrontando il capitolo delle pensioni erogate dalle Casse privatizzate, il ministro ha ironizzato con i giornalisti al seguito. « Pensioni? Scordatevele » , ha infatti risposto ad alcuni cronisti che gli chiedevano anticipazioni sull’incontro in programma mercoledì. « Proprio a voi giornalisti — ha poi spiegato — dico che l’Inpgi merita una qualche attenzione assieme ad altre Casse privatizzate. Ci stiamo occupando della sostenibilità finanziaria ed economica delle Casse e anche dell’Inpgi perché destano una qualche preoccupazione. Nulla di drammatico e immediato — ha comunque rassicurato — ma dobbiamo garantire la sostenibilità nei prossimi decenni ».