Maroni ai sindacati: «Il governo ha sbagliato a non convocarvi»

31/05/2004


DOMENICA 30 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
Pezzotta chiede un nuovo patto per lo sviluppo con sindacati, imprese e banche
Maroni ai sindacati: "Il governo ha sbagliato a non convocarvi"


    ROMA – «Il governo ha sbagliato a non convocarvi: noi come ministero avevamo chiesto alla presidenza del Consiglio di farlo». Dopo tre mesi Roberto Maroni, ministro del Welfare, riconosce che il governo, ma non il suo dicastero, ha commesso un errore a non avviare un confronto con le parti sociali sulle politiche per lo sviluppo. Ma ormai è evidente che sia troppo tardi e, forse, l´affermazione del ministro è condizionata dal clima elettorale che porta i partiti della maggioranza a competere tra loro.
    Resta il fatto che l´elezione di Luca Cordero di Montezemolo alla guida della Confindustria e la sua relazione che ha impresso una svolta alla linea degli industriali, modificano lo scenario. Ora si attende di capire in cosa si concretizzerà il nuovo rapporto che gli industriali vogliono realizzare con Cgil, Cisl e Uil, ma anche con le altre associazioni imprenditoriali e, soprattutto, con le banche. Una proposta l´ha lanciata ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, arrivando ad ipotizzare un vero e proprio accordo. «Davanti alle difficoltà della nostra economia – ha detto il sindacalista – propongo un patto per lo sviluppo che scaturisca da un modello di concertazione che veda coinvolti sindacati, imprese e banche, che si proponga di individuare obiettivi di crescita e poi li indichi al governo». Una soluzione che solo in parte assomiglia a quella avanzata da Montezemolo il quale, nella sua prima relazione all´assemblea degli industriali, ha voluto escludere l´ipotesi di un «Patto dei produttori». Peraltro il patto dà l´idea di staticità, di un obiettivo raggiunto, mentre il nuovo presidente di Viale dell´Astronomia, ha ragionato con i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, intorno ad un progetto diverso: un confronto continuo per suggerire, strada facendo, ricette condivise al governo ma anche alle forze politiche dell´opposizione. Un metodo al quale il ministro Maroni sembra guardare con sospetto, pur dicendosi «favorevole» ad un´intesa per lo sviluppo. «La Confindustria, dove non è cambiata la linea ma solo l´azionista di maggioranza – ha cominciato col dire Maroni – rappresenta sicuramente legittimi interessi, ma non può pensare di sostituirsi al governo. In passato – ha aggiunto – al tavolo col governo si sedevano solo quattro organizzazioni, tre sindacali e una imprenditoriale. Questa vecchia concertazione ha prodotto solo danni e finché sarò ministro non ci saranno due tavoli separati come in passato, uno di seria A e l´altro di serie B, ma un unico tavolo».
    Quanto al contenuto, invece, il ministro del Welfare si è detto interessato ad un accordo tra le parti per rilanciare l´economia purché sia chiaro dove si reperiscono le risorse. «Ricordo – e qui Maroni è tornato ad essere polemico – che nelle precedenti proposte fatte tre mesi fa dai sindacati al governo, sono indicate spese stimate da alcuni economisti nell´equivalente del 3 per cento del Pil, ma in 45 pagine di documento non c´è un solo accenno ai tagli da fare per trovare i soldi necessari per raggiungere quegli obiettivi». Obiettivi assolutamente urgenti, ha ribadito Pezzotta. «Non abbiamo più grandi imprese – ha detto – ne abbiamo di piccole che sono importanti ma rischiano di scomparire, abbiamo valenti distretti che stanno ripiegando. Il nostro capitalismo va decisamente ripensato. Va deciso dove investire e come farlo, le aziende vanno aiutate ad aggregarsi. Serve, infine, un capitalismo democratico in cui i lavoratori partecipano al capitale, serve un nuovo sviluppo».
    (r. ma.)