Maroni accelera sulle pensioni

06/05/2004


6 Maggio 2004
ECONOMIA



 

SENATO
Maroni accelera sulle pensioni
Aumenterà al 4% il contributo di solidarietà sui vitalizi d’oro

P. A.
Il governo Berlusconi scommette sulla riforma delle pensioni. Nonostante le difficoltà e gli scontri interni alla maggioranza, soprattutto le tensioni ancora vive tra Fini e Tremonti e tra l’Udc e il ministro Maroni, la Casa delle libertà giura che porterà a termine la riforma entro l’estate. Dopo il tentativo fallito di blitz sul Tfr, ieri la scena è stata occupata dal ministro del welfare Roberto Maroni, che annuncia un nuovo ritocco della delega previdenziale. Ieri ha fatto sapere che il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro salirà al 4%. La percentuale iniziale prevista dalla legge finanziaria per il 2004 era invece del 3%. Il ministro ha anche spiegato che questo contributo varrà fino al 2015 e non sarà deducibile fiscalmente. Sarà quindi un 4% netto dell’ammontare complessivo della pensione d’oro. E’ ovvio l’interesse del governo per questo provvedimento. Il ministro Maroni ha fatto ricorso sia al repertorio ideale, che alle esigenze pratiche: per aumentare il contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche, ha spiegato il ministro, ci si può rifare sia a considerazioni etiche, ha commentato Maroni, ma soprattutto a una esigenza stringente di fare cassa, ovvero di aumentare in qualche modo le entrate per la disastrata finanza pubblica. Il ministro, annunciando il provvedimento che è collegato come emendamento alla delega previdenziale, ha anche indicato la finalità di questa nuova entrata: trovare i soldi per finanziare il reddito di ultima istanza, un istituto che sarà gestito dalle regioni, ma dovrà essere co-finanziato dal governo. I soldi dello Stato verranno quindi pescati tra le pensioni d’oro. Il governo accelera dunque sulla riforma. Il ministro Maroni non fa che confermare quello che aveva già detto il ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Entrambi i ministri, spalleggiati da Renato Schifani confermano che la delega previdenziale, senza sostanziali modifiche (oltre quella del contributo di solidarietà), sarà approvata la prossima settimana dal senato. Dopodiché il testo passerà alla camera e a quel punto le prospettive che si aprono sono due: approvazione veloce prima delle elezioni, oppure rinvio al dopo elezioni. Nessuno a questo punto è in grado di prevedere esattamente come andrà a finire anche perché è ancora tutta aperta la grande partita del Tfr. Le uniche certezze a cui ci si può in qualche modo appigliare sono appunto le dichiarazioni degli uomini della Casa delle libertà. Sempre Maroni fa sapere, per esempio, che «nella maggioranza c’è un accordo d’acciaio sulla riforma delle pensioni». Non vi saranno soprese.

L’andamento dei lavori parlamentari al senato ha fatto emergere però qualche problema. Le affermazioni pubbliche dei ministri non corrispondono poi ai comportamenti pratici di tutta la squadra che fa riferimento al governo Berlusconi. L’esame in aula della delega è quindi slittato dalla mattina al pomeriggio e i senatori delle opposizioni hanno percepito la presenza di tensioni all’interno della coalizione governativa. I mal di pancia pare siamo soprattutto dei senatoi dell’Udc, mentre An ha fatto la sua battaglia frontale contro l’emendamento di Forza Italia che avrebbe trasferito tutto il Tfr all’Inps per parare i buchi della finanza pubblica. Intanto la lista Prodi ha annunciato prossime iniziative al senato per contrastare la Casa delle libertà, che «sta stravolgendo il sistema previdenziale italiano in una direzione che non offre garanzie a nessuno». L’annuncio di possibili iniziative da parte della Lista Prodi è stato dato ieri da Piero Fassino, al termine del vertice dei leader e dei capigruppo parlamentari nella sede di Uniti nell’Ulivo. Anche altre iniziative politiche potranno esser prese poi da altre componenti della sinistra parlamentare. Intenzionati a dare battaglia contro lo stravolgimento definito del sistema previdenziale pubblico sono pronti per esempio i parlamentari di Rifondazione comunista.