Marija, laureata, clandestina, un milione al mese per fare le pulizie

02/05/2002




IL CASO
Marija, laureata, clandestina, un milione al mese per fare le pulizie
          «Porterò qui i miei figli rimasti in Ucraina»

          Una laurea in tasca a Kiev, un lavoro da colf in nero e un presente da immigrata clandestina a Milano. Marija, 36 anni, non se lo sarebbe mai immaginato il suo futuro così. «I soldi a casa non bastavano», dice allargando le braccia in un italiano ancora stentato. «Vedevo le vicine di casa partire per il vostro paese. Con mio marito abbiamo pensato che, per un periodo, un sacrificio l avrei potuto fare. Eccomi qua». E domenica mattina. Molino Dorino, quartiere alla periferia nord ovest di Milano, pullula di gente. C è il mercato. E sono arrivati i pullman. I bus con il loro carico umano. Nuova forza lavoro: donne giovani e anziane con visto turistico disposte a lavorare come colf, infermiere o come «badanti». In nero. Dall Ucraina, attraverso l Ungheria e l Austria. Un gruppo di donne tiene in mano buste della spesa. «Mandiamo quello che possiamo a casa», dice Marija, allontanandosi dal gruppo. «Io spedisco un pacco per i miei due figli e per mio marito che lavora in una fabrik». I pullman tornano in Ucraina carichi come muli. «Sono stata fortunata», ripete quasi ossessivamente Marija, lo sguardo triste di chi vive con fatica la nostalgia e una cascata di riccioli biondi a incorniciarle il viso pallido. «Sono in Italia da un anno. Ho pagato 1.500 dollari il viaggio. In pochi giorni ho trovato un lavoro. La famiglia mi ha accolta bene. Sono stata fortunata». Marija si passa una mano nei capelli e sorride quasi con forza, le sue «colleghe» iniziano a cantare nenie ucraine.
          Marija accetta di raccontare la sua storia. «Fa bene al mio italiano», dice scherzando e sorride.
          «Mi sono sposata a 19 anni. Con mio marito ci siamo incontrati all università, studiavamo fisica. Abbiamo deciso subito di sposarci. Io sono rimasta incinta e ho allevato i miei figli. Mio marito ha trovato un posto in una fabrik. Ma i soldi erano quelli che erano. All ambasciata mi hanno dato un visto turistico per due mesi. Ero contenta. L organizzazione aveva detto che due mesi sarebbero stati sufficienti per racimolare soldi e tornare a casa. Ma non è stato così. A Milano ci hanno scaricate subito».
          Come ha trovato lavoro?
          Come dite voi? Con il passaparola. Una conoscente stava tornando al paese. Mi ha dato l indirizzo di una famiglia. Ho telefonato. Mi hanno tenuta in prova. La signora è stata molto gentile. Si è fidata. I primi giorni nel vostro paese sono stati difficilissimi, mi ha aiutato la Caritas.
          Quanto guadagna, Marija?
          Un milione al mese. Lavoro per una famiglia molto seria. Faccio le pulizie, cucino e stiro, e seguo i bambini. Ho un letto e pasti caldi. La domenica mattina sono libera. Riesco a mandare quasi tutto lo stipendio a mio marito. Io non ho bisogno di niente. Mi mancano Nicolai e Petra, i miei ragazzi.
          Ha un contratto?
          No. Tutto in nero. Ho chiesto il permesso di soggiorno mesi fa. La famiglia ha detto che con la nuova legge cercherà di mettermi in regola. La signora si sta interessando. Forse riuscirò a far venire mio marito e i miei figli qua. Io lo spero. Ora ho sempre paura quando esco di casa. Mi dicono: Marija stai tranquilla, non ti succederà niente . Io voglio solo lavorare. Non mi interessa nient altro.

          Michaela K. Bellisario