Margherita: agli atipici sussidio di disoccupazione

19/07/2002


19 luglio 2002



Margherita: agli atipici sussidio di disoccupazione
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Estendere gli ammortizzatori sociali, primo fra tutti l’indennità di disoccupazione, anche ai lavori atipici privi di garanzie come la collaborazione coordinata e continuativa e il contratto a termine. Questa l’idea di fondo della riforma delle tutele e dei diritti del lavoro presentata ieri dalla Margherita, come controproposta ai provvedimenti del Governo sulla stessa materia. Un disegno, quello del partito di Rutelli, non del tutto dissimile rispetto a quello contenuto nel Patto per l’Italia. È analoga, ad esempio, l’idea di elevare l’indennità di disoccupazione al 60% dell’ultima retribuzione per il primo anno, al 40% per i successivi tre mesi e al 30% per gli ultimi tre mesi. «Ma – spiega Tiziano Treu – questa tutela deve andare al di là dei confini del lavoro tipico, riguardando anche i lavoratori più deboli, quelli privi di garanzie». Una riforma che – ammette Francesco Rutelli – «è molto costosa». Molto di più di quella prevista dal Governo. Cinque miliardi di euro all’anno è la spesa ipotizzata da Treu per realizzare il pacchetto che, all’interno della Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori messa a punto insieme a Giuliano Amato, contiene la riforma degli ammortizzatori sociali. La proposta, che sarà presentata alle Camere la prossima settimana, prevede anche il collegamento del sostegno al reddito con politiche attive quali incentivi alla formazione e sviluppo dei servizi all’impiego; un «conto di sicurezza» che permetta al lavoratore atipico di far fronte alla malattia, la maternità o l’accensione di un mutuo; e la possibilità di ricongiunzioni pensionistiche per coloro che, lavorando per periodi intermittenti, rischierebbero di non riuscire a maturare una pensione adeguata. È inoltre allo studio – secondo quanto ha anticipato Treu – un «contratto formativo unico» sia per l’entrata nel mondo del lavoro sia per il rientro, ed una nuova normativa sul processo del lavoro che favorisca il ricorso all’arbitrato. Positivi sono stati i commenti a caldo dei sindacati. «Ho apprezzato molto la proposta di estendere le tutele ai lavoratori atipici – ha detto il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni -. C’è da dire che, sul fronte delle prestazioni, molto si può ottenere partendo dagli accordi tra le parti sociali più che dalle normative». Bonanni, così come Fabio Canapa della Uil, ha però anche invitato a riflettere sui costi di tali interventi. Giudizi positivi sulla proposta della Margherita anche da parte di Emilio Viafora del Nidil Cgil: «Le proposte sono abbastanza interessanti, ora bisognerà vedere il testo che verrà presentato in Parlamento».

Mariolina Sesto